Goleada dell’Udinese, buio pesto al Franchi

di Duccio Magnelli

Si spenge, la Fiorentina. Nel modo più fragoroso possibile, subendo uno 0 a 4 in casa contro la non irresistibile Udinese. E con la sensazione che il viaggio sia arrivato al capolinea. Vero che chi capisce di calcio aveva sentito qualche scricchiolio anche nelle partite vinte contro il Bologna e il Venezia. Ma la partita di Napoli aveva cancellato tutti i timori. Quella vittoria aveva fatto pensare che la squadra fosse ancora quella di inizio campionato, quella che giocava, forse, il calcio più bello d’Italia. A Torino, contro la Juventus in Coppa Italia, erano stati trovati molti alibi. Gli infortuni, gli errori dei singoli, in primis Dragowski e Biraghi sul gol di Bernardeschi, la sfortuna. Insomma, nonostante la sconfitta c’era ancora grande fiducia. A Salerno questa fiducia si era incrinata parecchio. La squadra era apparsa lenta, poco incisiva, soprattutto nel primo tempo, al cospetto di una Salernitana in ripresa, ma che pur sempre aveva 34 punti meno della Viola. Però, nonostante tutto, il tifo viola sperava molto nel recupero contro l’Udinese, per effettuare il sorpasso in classifica sulle romane e piazzarsi in prima fila nella verso l’Europa. E invece… diciamo che questi quattro gol, e potevano anche essere di più, sorprendono parecchio, Sono troppi, sono un carico enorme da scrollarsi dalle spalle. La Viola è andata sotto quasi subito, ha subito il raddoppio evidenziando delle amnesie davvero incomprensibili. Nella ripresa, dopo che Italiano aveva rivoluzionato la squadra, la Viola mostrava qualcosa di buono, almeno provava a giocarla la partita. Qualche rimpallo finito male, qualche palla finita fuori invece che in rete, qualche mischia in area. E poi il finale, disastroso, con l’Udinese che faceva a fette la retroguardia viola, ormai ridotta allo stremo.

La Fiorentina ha fatto il solito grande possesso palla. Però non ci sono più i ritmi di una volta. E non sono stati trovati schemi alternativi a quelli che un tempo funzionavano così bene. La squadra continua a cercare Biraghi e i suoi cross, che però sono preda delle teste dei difensori avversari. Gli esterni dì attacco corrono, corrono tanto, ma concludono pochissimo. E la Viola non ha il giocatore di genio capace con una giocata di risolvere le partite. Insomma, i gol fatti, pochi, costano tanta fatica e se la difesa comincia a perdere colpi sono dolori. I gol di Torreira hanno tolto molte castagne dal fuoco ma il mestiere dell’uruguiano non è quello di segnare. E i gol mancano come il pane a questa squadra.

Difficile stilare pagelle dopo una partita del genere. Nessuno, per noi, raggiunge la sufficienza. Nemmeno il tecnico, che tante volte abbiamo lodato. Forse Italiano dovrebbe provare qualche alternativa di modulo, per provare anche a confondere le idee agli avversari. Certo, il materiale a disposizione non sembra così di primo livello. E il mercato di gennaio non sta dando i frutti sperati.

L’Europa è ancora un possibile traguardo. Ma va cambiato lo spartito e suonata un’altra musica. Ammesso che gli orchestrali ne siano capaci.

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