Il cuore non basta

di Duccio Magnelli

Fiorentina e Verona si spartiscono la posta, con lo stesso punteggio dell’andata. Un 1 a 1 che serve ai veneti per consolidare una ottima posizione di classifica. Serve a poco alla Viola, in corsa per un Europa oggi un pochino più lontana, visti anche i risultati delle concorrenti. Un risultato alla fine giusto, un tempo per uno, come si dice quando la gara non ha offerto spunti particolarmente entusiasmanti.

La partita non era facile per la Fiorentina, perché il Verona rappresenta oggi una delle realtà più concrete di questo campionato, pensando che i veneti dopo 3 giornate erano ancora a 0 punti. L’arrivo in panchina di Tudor, al posto di uno spento Di Francesco, ha cambiato le carte in tavola e i gialloblu sono diventati una signora squadra. Adesso braccano la Viola e si trovano a soli 2 punti dalla squadra di Italiano (anche se con una partita in più). Impensabile, fino a non molto tempo fa.

Certo, la Viola era favorita, se non altro perché si giocava al Franchi, un campo in genere ostico per gli avversari. E poi i tifosi hanno una fiducia incrollabile nel tecnico e nella squadra, per quello che hanno fatto vedere fino ad ora. E quindi la vittoria sembrava possibile. Ma sarà stato lo sforzo di mercoledì in Coppa Italia, mal ripagato dal risultato, oppure sarà che qualche giocatore comincia a tirare il fiato, il successo non è arrivato e la squadra ha cominciato a mostrare qualche scricchiolio. Eppure la gara era cominciata bene, con un gol di Piatek su azione di Ikonè nata addirittura su un gran lancio di Terracciano. Quel gol poteva spianare la strada alla Viola e rendere la partita più facile. Peccato che, ancora una volta, la Fiorentina abbia dimostrato che finire le partite senza prendere gol sia un evento rarissimo in questa stagione. Un cross dalla sinistra del Verona vede Lasagna anticipare Milenkovic che, magari involontariamente, lo colpisce. Il rigore è netto e Caprari lo trasforma . Da notare che il giocatore del Verona, in genere poco prolifico, è arrivato al suo decimo gol stagionale.

Il primo tempo va avanti con un Verona molto più spigliato e battagliero. Lasagna, Caprari e Simeone in certi momenti seminano il panico nella retroguardia viola, e lo stesso Lasagna, a un certo punto, ha l’occasione più clamorosa della partita. Ma solo davanti a Terracciano si fa parare il tiro. Bravo il portiere viola che, con questa parata e con il lancio perfetto per Ikonè in occasione del gol, si prende di diritto la palma di migliore in campo per la Viola.

Insomma, un primo tempo faticoso per la Fiorentina che, a parte il gol, non riesce a inquadrare mai la porta. Nella ripresa Italiano corre ai ripari, si fa per dire. Dentro Callejon, Duncan e Sottil, fuori Saponara, Ikonè e Maleh. Vero che i 3 non avevano giocato benissimo, anzi, ma, a nostro modestissimo parere, dopo la partita di mercoledì una possibilità in più a Ikonè l’avremmo data. Anche perché Callejon non è proprio Garrincha…

Comunque, anche per il calo del Verona, nella ripresa la Viola si fa vedere di più dalle parti del portiere scaligero. Peccato che il giocatore a cui capitino le migliori occasioni sia Torreira, giocatore di grande cuore e di eccezionale dinamismo, ma che con il gol non ha proprio grande dimestichezza. C’è anche una punizione di Callejon parata dal portiere e poi l’entrata in campo di Nico Gonzalez, che, abbastanza stranamente, non entra per sostituire un esterno o un centrocampista ma Piatek. Confessiamo di non aver capito la mossa di Italiano. In una partita che devi vincere non togli il centravanti, uomo da area di rigore che nel finale tutto all’arrembaggio poteva fare comodo, per mettere un giocatore che attaccante centrale non è. E infatti Gonzalez si vede pochissimo, imprigionato tra i difensori centrali del Verona. Forse Cabral sarebbe stato più utile? Nel calcio la controprova non c’è e quindi accettiamo le scelte del tecnico. Non siamo allenatori e di sicuro Italiano ha fatto il meglio per la squadra.

Le pagelle ci dicono che il migliore è stato, come detto Terracciano. Degli altri nessuno ha fatto miracoli particolari da meritare voti stratosferici. Lodevole Torreira, anche se il problema è che vicino alla porta non dovrebbe esserci lui. Benino Castrovilli nella ripresa, dopo un primo tempo opaco. Biraghi, secondo noi, dovrebbe tirare il fiato mentre Venuti, pur con tanta buona volontà e impegno, non vale Odriozola. Non bene Saponara, lento e ben poco incisivo (continuiamo a pensare che farlo entrare dall’inizio, per di più in un ruolo non suo, con gli avversari freschi e pimpanti non serva alla causa sua e della squadra). Ikonè, come detto, non ha giocato bene ma, per noi, non andava sostituito (se non altro per non toglierli la fiducia acquisita mercoledì). Italiano, come detto, in certi frangenti non l’abbiamo capito. Questa squadra ha perso un po’ del piglio dell’inizio stagione, e il cuore contro il Verona non è bastato. Ci sarebbe bisogno di un po’ di aria fresca. Una rimescolatina ai ruoli in campo, per esempio?

Parere puramente personale, naturalmente.

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