La sera dei miracoli (e dei miracolati)

di Duccio Magnelli

Spezia-Fiorentina è stata la partita, da parte viola, degli errori e dei riscatti. Era una gara che la Fiorentina non poteva non vincere, sia per rimanere attaccata al carro Europa, sia per dimostrare a tutti, e prima di tutto a se stessa, che certo Vlahovic è Vlahovic, ma alla fine, con un po’ di buona volontà e tanto impegno, del serbo se ne può anche fare a meno.

Certo, la Viola poteva trovare un modo più semplice e meno tortuoso per portare a casa i tre punti. Perché, per esempio, Piatek poteva calciarlo in rete e non sul palo il rigore assegnato per fallo su Nico Gonzalez (la rincorsa del numero nove verso la palla è stata talmente complicata e arzigogolata che forse, alla fine, anche lui è entrato in confusione). Meno male che a tre minuti dalla fine del tempo il polacco si è trovato ben piazzato sul cross di Maleh, a due metri dalla porta. Bella la finta di Odriozola che ha frastornato la difesa spezzina.

Alla fine del tempo, l’uno a zero era il risultato più giusto, anzi, andava stretto alla Fiorentina, anche se il gran possesso palla non aveva trovato, a parte il gol, risultati concreti sotto porta. Ma lo Spezia aveva fatto poco, pochissimo per meritare il pareggio. Viene da chiedersi che cosa ci facevano in panchina Nzola e Agudelo. Misteri degli allenatori.

Nella ripresa, ci si aspettava l’arrembaggio viola per chiudere la gara. In effetti la Viola premeva ma senza grossi risultati. Un paio di tiri di Gonzalez, uno parato dal portiere senza problemi e l’altro con qualche patema in più, e un palo colpito da Biraghi su angolo. La serata sembrava scivolare verso una tranquilla vittoria, ma siccome per i tifosi viola non c’è mai da stare tranquilli, ecco che Amrabat, senza infamia e senza lode la sua partita fino a quel momento, decideva di farsi rubare il pallone da Agudelo in mezzo al campo . Il colombiano si impossessava della sfera e si lanciava nella sconfinata prateria che lo separava da Terracciano. Arrivato davanti al portiere lo batteva fin troppo agevolmente. A quel punto la Fiorentina sembrava scuotersi, anche se lo Spezia riusciva a rubare un altro pallone, questa volta a Gonzalez, e per poco non passava in vantaggio.

Ma per fortuna questa era la sera degli errori e dei riscatti (o forse anche dei miracoli, parafrasando una splendida canzone di Lucio Dalla). Mancano una manciata di minuti alla fine quando Amrabat riceve palla e fa quello che non aveva mai fatto in un anno e mezzo di Fiorentina. Tira in porta e, incredibile ma vero, fa anche rete, nell’angolino, imprendibile per Provedel. I compagni lo sommergono di abbracci, capendo il dramma umano del marocchino. E la Viola porta a casa una vittoria, a un certo punto insperata, e di sicuro preziosissima.

Le pagelle ci dicono che Odriozola è forse stato il migliore, infaticabile sulla fascia (probabile che il Real se lo riprenda). Anche Gonzalez non si è risparmiato, sia da centrale che da esterno. Trovasse la mira giusta nelle conclusioni, sarebbe da tenere a vita. Castrovilli fa sempre tanta fatica in un ruolo non suo e forse non è nemmeno a posto fisicamente. Sottil si accende e si spegne, ma comunque sembra migliore di chi sta in panchina. Dei nuovi, detto di Piatek, Ikonè sbaglia un gol in modo incomprensibile nel finale e Cabral frulla tanto ma non incide. Gli altri tutti sulla sufficienza anche, se ribadiamo, partite così vanno chiuse prima, molto prima della fine. Anche perché squadre più forti potrebbero non perdonare errori così macroscopici.

E adesso testa all’Atalanta, perché il 2 marzo è ancora abbastanza lontano.

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