Un Natale d’alta classifica

di Duccio Magnelli

Probabilmente Vincenzo Italiano non si sarebbe immaginato nemmeno nei suoi peggior incubi due pareggi consecutivi. Il tecnico viola considera la divisione della posta tre quarti di sconfitta. E, in fondo, non ha torto. Ma mentre il pareggio con il Sassuolo aveva mostrato, comunque, una squadra in grande salute, capace di recuperare due gol di svantaggio e che, probabilmente, avrebbe meritato di vincere, a Verona la Fiorentina non ha giocato bene. La squadra è apparsa contorta e poco reattiva. Probabilmente gare troppo ravvicinate hanno mostrato il conto.

I primi venti minuti al Bentegodi sono stati difficili per i ragazzi di Italiano. Gli scaligeri sono apparsi molto più in palla. Hanno prima colpito un palo e poi segnato con Lasagna, che non metteva la palla in rete dall’aprile scorso. Il gol è sembrato una copia di quello di Frattesi contro il Sassuolo. I due centrali, che a Verona erano Igor e Milenkovic, si sono fatti sorprendere in velocità dall’attaccante gialloblu, che non ha avuto difficoltà a infilare Terracciano. La reazione della Viola è stata fumosa e poco concreta. Addirittura Simeone ha avuto l’occasione di segnare praticamente a porta vuota. Per fortuna l’attaccante argentino si è ricordato di quando giocava a Firenze e gol così ne aveva sbagliati parecchi.

Nella ripresa tutti si aspettano l’inevitabile reazione della Viola. Ma la squadra fa grande fatica. Italiano aveva cominciato la gara con Sottil e Nico Gonzalez a far compagnia a Vlahovic. Il serbo si batte come un leone ma i suoi compagni di reparto non sembrano in gran serata, soprattutto l’argentino. E infatti spesso l’azione d’attacco si limita a cercare il centravanti con lanci lunghi dalle retrovie. E allora il tecnico, non soddisfatto, toglie Sottil per Saponara, che però si fa male quasi subito al polso e viene sostituito da Callejon. Ma, nonostante la gran giravolta, nessuno degli esterni d’attacco lascia grandi tracce nella partita. E infatti il gol del pareggio arriva da un suggerimento di Vlahovic che innesca Terzic, dall’inizio al posto di Biraghi. Il cross basso premia Castrovilli, entrato al posto di un Bonaventura in non buona serata, che di testa in tuffo segna il gol del pareggio. La viola, addirittura, avrebbe la possibilità di vincere se Duncan non ciabattasse in maniera indecorosa davanti al portiere avversario. Finisce, quindi, 1 a 1, una partita senza infamia e senza lode, che lascia un po’ d’amaro in bocca ai tifosi viola, che si aspettano sempre prestazioni fragorose dalla squadra.

Le pagelle ci dicono che qualcuno ha bisogno di tirare il fiato. Bonaventura, per esempio. Vlahovic ha giocato praticamente da solo contro la difesa avversaria, perché, come già detto, gli esterni non gli hanno offerto grande collaborazione. Torreira ha faticato parecchio e la difesa ha sofferto dei soliti problemi. Se presa in velocità rischia sempre troppo, anche contro attacchi non di primo livello (e questo succede chiunque Italiano metta in campo).

Ma alla fine, nonostante tutto, il bilancio di fine girone d’andata resta estremamente positivo. Nessuno, dopo il campionato dello scorso anno, si sarebbe aspettato un Natale con questa posizione di classifica. Adesso è il momento di tirare il fiato e guardare con fiducia al futuro, in attesa del mercato di gennaio.

Buon Natale a tutti.

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