Tripletta di Dusan e si vede l’Europa

di Duccio Magnelli

La sonante vittoria contro lo Spezia lancia la Viola nelle zone nobili della classifica e, soprattutto, zittisce definitivamente tutti quelli che avrebbero visto volentieri Dusan Vlahovic in tribuna, dopo che il serbo ha deciso di non rinnovare il contratto con Commisso. Tre gol, uno su rigore e due da centravanti vero, e otto gol in campionato dovrebbero bastare per far capire che la squadra gigliata non ha attaccanti all’altezza del serbo (anzi, non ha proprio attaccanti dietro di lui) e che, il giorno in cui il numero nove sarà venduto, sostituirlo non sarà di sicuro una passeggiata di salute. I nomi fatti finora, anche se parecchio costosi, non sembrano essere alla sua altezza. Quindi Commisso dovrà svenarsi, magari ipotecare Mediacom, e portare a Firenze un centravanti che non faccia rimpiangere il buon Dusan. Sarà dura, molto dura. Perfino per la potenza economica del magnate italo-americano.

Vittoria agevole, quella della Fiorentina (che non ha mai rischiato nulla) contro una squadra che, ricordiamo, prima del match del Franchi aveva subito 23 gol in 10 partite. Un numero enorme, che farebbe girare le scatole a qualsiasi allenatore. Eppure, nel primo tempo, la Viola non era riuscita a trovare la giusta quadra per mettere subito la partita sui binari giusti. Un possesso palla sterile, che permetteva di arrivare vicino all’area abbastanza agevolmente. Poi, poco o nulla. Un paio di tiri rimpallati di Saponara, un appoggio al portiere da posizione favorevole di Castrovilli, un tiro di Sottil respinto da Provedel. E qualche mischia infruttuosa sotto porta. Poco, troppo poco, per provare a scardinare una difesa sia pur non impenetrabile come quella dei liguri. C’è voluto un rigore per fallo di mano su colpo di testa di Milenkovic, su angolo, per non arrivare al riposo sullo zero a zero. Perfetta la trasformazione di Vlahovic.

Com’era prevedibile, nella ripresa la partita cambia aspetto. Lo Spezia deve provare a pareggiare ma il risultato è che perde tutti gli equilibri (già piuttosto fragili) e si apre come una scatoletta di tonno (come sono lontani i tempi di Italiano). La metà campo dei liguri diventa terra di conquista per la Viola e, finalmente, l’abisso tecnico fra le due squadre fa la differenza. Finisce 3 a 0, ma solo per caso e per qualche imprecisione di troppo dei giocatori gigliati. Vlahovic al terzo gol personale si toglie la maglia, forse per il caldo. Il Franchi lo applaude, ma non c’è l’entusiasmo del tifo vero. E lui, a fine partita, se ne va solo soletto.

Ma siccome la vita continua e il campionato pure, e visto che Vlahovic ancora è un giocatore della Fiorentina… Juventus Stadium, stiamo arrivando!

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