Una Viola extra lusso

di Duccio Magnelli

La Fiorentina risorge dalle acque della Laguna e vola verso le parti nobili della classifica. Al Cagliari non fa bene la cura Mazzarri: i sardi sembrano peggiorati dopo l’arrivo del nuovo tecnico, dimostrando che cambiare allenatore è spesso un alibi per presidenti incapaci di costruire squadre all’altezza della situazione.

Una Viola extra lusso, quella vista al Franchi. Vero che Italiano, ancora una volta, decide di sparigliare le carte con Saponara al posto di Callejon, e Maleh terzo di centrocampo con Bonaventura e Torreira. Ma, a differenza di quanto successo a Venezia, i “nuovi” rispondono benissimo. Saponara sembra addirittura aver sempre giocato, nella sua carriera, esterno sinistro d’attacco. Preciso, dinamico, si permette giocate alla Del Piero, o in piccolo alla Insigne, accentrandosi con passo felpato dalla fascia per poi scaricare palle avvelenate dal limite dell’area verso l’incrocio. A Genoa fu gol, con il Cagliari è stato palo, a un soffio da una rete che avrebbe fatto venir giù (metaforicamente) lo stadio. Un giocatore che molti davano per perduto, un piccolo capolavoro di Italiano.

Nel primo tempo il Cagliari gioca un quarto d’ora, giusto per arrivare al rigore trasformato da Biraghi (Vlahovic non ha tirato, ma speriamo che nessuno inventi dietrologie). Il raddoppio è di Nico Gonzales, il merito però è quasi tutto dell’onnipresente Saponara, che parte sul filo del fuorigioco e offre all’argentino il più comodo dei palloni da scaraventare in rete. La partita, se mai cominciata, finisce lì. Nella ripresa c’è tempo per il terzo gol su punizione di Vlahovic, una rete importante per stemperare gli animi. Poi si arriva senza sussulti al novantesimo, con il Cagliari che continua a non dare segni di vita (pessimo segnale per una squadra che ha cambiato il tecnico). La Viola non corre nessun rischio e Terracciano ha giusto il tempo di scaldarsi i muscoli con un paio di uscite alte.

Un 3 a 0 che serve, oltre che alla classifica, anche ad allontanare qualche ombra che si era palesata dopo Venezia. Vlahovic è tornato al gol su punizione, specialità in genere non particolarmente consona ai centravanti di ruolo. Il serbo è sembrato molto più vivo di altre partite: l’abbraccio a Italiano dopo il gol e gli applausi a Saponara in uscita dal campo ci raccontano che Vlahovic è un giocatore della Viola e dovrà essere sostenuto fino alla fine della sua permanenza a Firenze. Mandarlo in tribuna sarebbe una follia tattica e gestionale. Restiamo comunque convinti che se davvero andrà via non sarà semplice sostituirlo (tutti i nomi fatti ci convincono poco). Ma a parte lui, tutta la squadra è sembrata “in palla” dal punto di vista fisico e tattico. Bene anche il rientro di Castrovilli, una freccia in più all’arco del tecnico.

Mercoledì ci sarà la trasferta di Roma con la Lazio. Pare che Sarri sia rimasto tramortito non solo dalla fragorosa sconfitta di Verona, ma soprattutto dai quattro gol fatti da Simeone (il che non sembra deporre benissimo a favore della difesa biancoceleste). Se il calcio ha una sua logica, visti i risultati della domenica, la Fiorentina potrebbe davvero tentare il colpaccio all’Olimpico. Quale migliore soddisfazione per Italiano battere un tecnico che molti avrebbero voluto al suo posto sulla panchina Viola?

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