La Viola vola

di Duccio Magnelli

Vola la Viola, sul campo e nel cuore dei suoi tifosi, che, dopo anni di tristezze, possono adesso guardare avanti con grande fiducia. Perché la Fiorentina a Genova non ha solo vinto la partita, ma ha dominato in lungo e in largo per tutti i novanta minuti (tanto che il due a uno appare davvero inspiegabile). Solo le acrobazie e le prodezze di un grande portiere, Sirigu, le hanno impedito di chiudere prima la partita. Possesso palla quasi imbarazzante e campo invaso dai ragazzi di Italiano che, in certi momenti, danno l’impressione di essere non undici ma molti di più. Le continue sovrapposizioni, il pressing asfissiante sugli avversari, quel pendolarismo continuo che porta i giocatori a essere ovunque in qualsiasi momento. Ma il capolavoro di Italiano non finisce qui: il tecnico è riuscito a portare tutti i giocatori a un livello molto alto di rendimento ed è riuscito anche nel non facile compito di renderli tutti utili ma nessuno indispensabile. E in panchina non vanno i mugugni, bensì la consapevolezza di far parte di una squadra non di undici ma di venti (e più) titolari. Insomma, quando nella ripresa è entrato Saponara al posto di Nico Gonzalez molti si sono messi le mani nei capelli (non lui, per ovvie ragioni). E proprio Saponara ha segnato il gol del vantaggio.

Quando Castrovilli è uscito per un colpo all’addome ed è entrato Duncan, qualcuno ha ripensato al giocatore triste e sfiduciato della scorsa stagione. Invece l’ex Sassuolo è tornato a essere il centrocampista che in Emilia aveva fatto faville. Milenkovic, considerato da molti intoccabile, a Genova è rimasto in panchina. Però Igor e Quarta non lo hanno certo fatto rimpiangere. Callejon, che l’anno scorso sembrava ormai perso, adesso è quello di Napoli, quello di Sarri.

Va comunque detto che le proprietà taumaturgiche di Italiano hanno trovato anche un ostacolo (finora) quasi insuperabile: Kokorin, il giocatore russo che, verso la fine della partita, è entrato al posto di un Vlahovic un po’ troppo nervoso. L’ex Spartak Mosca ha rischiato quasi subito un cartellino rosso per un intervento durissimo su un avversario. Poi si è sempre fatto trovare fuori posizione, qualsiasi suggerimento gli arrivasse dai compagni. Insomma, se Italiano riuscirà a resuscitare anche Kokorin, siamo certi che una statua al Piazzale non gliela negherà nessuno

Una partita del genere non richiederebbe pagelle di merito. Ma se proprio vogliamo fare un nome diciamo Bonaventura, e non solo per il secondo gol. Giocatore di grande intelligenza che già l’anno scorso aveva dimostrato che a Milano avevano sbagliato a darlo per finito. Crediamo che Italiano ci penserà parecchio prima di lasciare in panchina anche lui.

Adesso Firenze sogna ancora di più di domenica scorsa. Sì è presto, restiamo con i piedi per terra, verranno tempi duri (speriamo di no), pensiamo a mettere fieno in cascina ecc. ecc. Tutto giusto. Ma l’entusiasmo è alle stelle e martedì con l’Inter, che ha polverizzato il Bologna, la Viola se la gioca praticamente alla pari. Pensando all’anno scorso sembrano davvero passati secoli.

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