Firenze prova a sognare

di Duccio Magnelli

La missione, che sembrava impossibile, ha invece avuto successo. La Viola passa a Bergamo al termine di una partita molto combattuta, decisa da tre rigori, apparsi tutti ineccepibili. Due li ha messi dentro Vlahovic e uno Zapata. Finisce 2 a 1 una gara che la Fiorentina ha vinto come squadra più che come singoli. Insomma, quello che da tempo non si vedeva a Firenze, appunto una squadra di calcio, sta cominciando a prendere forma. Il lavoro di Italiano sta dando i suoi frutti, anche se, essendo solo la terza giornata di campionato, bisognerà aspettare ulteriori conferme. Certo, nelle partite giocate finora la Viola non ha mai deluso. Anche a Roma la squadra giocò bene, anche in inferiorità numerica. Il futuro, quindi, dopo anni di stenti, appare finalmente ragionevolmente roseo.

Dicevamo che, al di là della prestazione dei singoli, la Fiorentina è sembrata finalmente un insieme di giocatori con lo sguardo puntato verso lo stesso obbiettivo. Portare a casa più punti possibile. Certo, il 4-3-3 di Italiano richiede sacrifici da parte di tutti, nessuno escluso. Nemmeno gli attaccanti possono permettersi di rifiatare. Persa palla si comincia a pressare, si torna a difendere cercando di recuperare la sfera, per poi ripartire. Non per niente il rigore dell’Atalanta è arrivato per un fallo di Callejon. Uno dei possibili rischi, infatti, è la non abitudine degli attaccanti a difendere, soprattutto in area. Ma l’impressione è che il tecnico non farà sconti a nessuno. Questo è il gioco che vuole lui e tutti dovranno adeguarsi. Per adesso, non sembrano esserci problemi, anche perché tutti sembrano navigare nella stessa direzione. Con il vento in poppa.

Comunque, se proprio si devono dare le pagelle, vanno segnalate le prove di Bonaventura e Terracciano, che, abbastanza a sorpresa, è stato promosso titolare. L’idea è che per Dragowski sarà durissima recuperare, vista la buona prestazione, anche con i piedi, di colui che ormai sembra essere una ex riserva. Bonaventura è stato preziosissimo. Giocatore di grande esperienza ha fatto vedere che cosa vuol dire avere tanti campionati sulle spalle. L’azione in cui si è guadagnato il secondo rigore, quel rientrare in area di rigore in attesa dell’inevitabile fallo, sarebbe da mostrare nelle scuole calcio. A Bergamo si sono viste anche alcune facce nuove. Odriozola, entrato al posto di Venuti infortunato, ha dimostrato che non a caso ha giocato nel Bayern e nel Real. Trovata la giusta condizione fisica, sarà una grande risorsa. Si è visto anche Torreira, in mezzo al campo. Lavoro diligente il suo e, come si dice, abbastanza oscuro. Ma prezioso. Finita la benzina, al suo posto è entrato Amrabat (Italiano ha fatto entrare lui e Saponara insieme, suscitando l’ilarità generale, visto il comune taglio di capelli che li rende quasi indistinguibili). C’era in campo anche Sottil, che però ci ha un po’ deluso. Soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa qualcosa in più ha fatto, anche per gli spazi più ampi lasciati dagli avversari. La sensazione è che, comunque, il giocatore abbia un po’ buttato alle ortiche una buona occasione.

Alla fine, l’unica vera nota negativa sono state le ammonizioni, quattro. Troppe, che vanno a sommarsi a quelle della altre partite. Ma del resto questo è il gioco di Italiano. Prendere o lasciare. Per adesso, meglio prendere. La Firenze calcistica può provare davvero a sognare.

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