Una prima con qualcosa da rivedere

di Duccio Magnelli

Non finisce bene la prima della Fiorentina del campionato 2021-22. La Viola perde a Roma 3 a 1 contro i giallorossi di Josè Mourinho, ma l’impressione che rimane negli occhi dopo i novanta minuti è quella di una discreta partita, giocata però in maniera tattica molto diversa da quelle dell’anno scorso. Il 4-3-3 di Italiano non ha niente in comune con gli schemi di Iachini. Ci sembra di vedere giocare le squadre di Zeman. Assetto offensivo, con linee molto vicine, con la difesa sempre schierata sulla linea del fuorigioco. Un modulo non facile da insegnare e non facile da assimilare per giocatori abituati in altro modo. E infatti quasi tutte le azioni decisive della partita nascono da situazioni tra loro molto simili. L’espulsione di Dragowski, secondo noi eccessiva, nasce da una uscita fuori area del portiere su un giocatore lanciato a rete e sfuggito alla linea dei difensori. I tre gol dei giallorossi nascono da tentativi di fuorigioco non riusciti (ma anche da errori dei centrocampisti). La speranza è che i giocatori possano rapidamente assimilare i meccanismi di gioco. Il dubbio è che alcuni di loro non siano adattissimi a questo 4-3-3 così estremo. Questo tipo di schema richiede velocità e prontezza, qualità che non tutti hanno. E questo vale anche per i centrocampisti. Secondo noi Pulgar, Bonaventura e Castrovilli fanno fatica a giocare in schemi che richiedono fase offensiva e fase difensiva che si sovrappongono continuamente. Nella Roma c’è un giocatore, Veretout, che sarebbe perfetto. Ma è stato venduto dai Della Valle qualche anno fa…

Note, secondo noi, liete dall’attacco. Gonzales, per noi migliore in campo, ha fatto vedere che i 30 milioni spesi potrebbe essere stati un bell’investimento. Può giocare esterno destro o sinistro, ma anche centrale. Nel finale ha ceduto ai crampi. Peccato. Vlahovic ha lottato duramente contro i centrali della Roma. L’impressione è che non sia ancora a suo agio negli schemi di Italiano, che gli rendono difficile andare a svariare sulle fasce occupate dagli esterni, come faceva anno scorso. Il suo ruolo adesso è molto più centrale e più statico. Ha meno spazi su cui distendere la sua corsa. L’unica occasione che ha avuto l’ha buttata sul portiere (e poteva appoggiare su Bonaventura, ma il serbo aveva troppa voglia di tirare). Callejon, che molti pensavano di non rivedere più in campo, invece è partito titolare con Italiano. Ha giocato troppo poco per essere giudicato, essendo uscito per permettere l’ingresso di Terracciano. Ma le sue condizioni devono essere buone altrimenti non crediamo sarebbe partito dall’inizio.

Per quanto riguarda le voci di mercato della Viola, la nostra idea è che mancano pochi giorni per pensare di poter risolvere tutti i problemi. Si parla di Berardi, Pjanic… a noi queste sembrano ciliegine sulla torta ma non torte. Giocatori importanti ma che sembrano più adatti a completare rose già pronte. Vedremo che cosa succederà.

Alla fine, la domanda è se Mourinho ha vinto il duello con Italiano. Secondo noi, la bravura di un tecnico è direttamente proporzionale alla rosa fornita a lui dalla società. La rosa giallorossa, per adesso, è superiore a quella viola. Speriamo che Commisso, in tribuna all’Olimpico prenda provvedimenti per pareggiare le forze. In fondo, anche lui è americano, e magari ha anche più soldi dei padroni della Roma.

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