Mercato o mercatino?

di Duccio Magnelli

Finito il mercato calcistico invernale, adesso si punta già a quello estivo. Soprattutto a Firenze, dove da qualche anno a questa parte il presente sembra sempre troppo anonimo da sopportare. E quindi si fantastica sul futuro, su campagne acquisti roboanti e straordinarie, senza chiedersi mai se veramente tutte le notizie che arrivano abbiano un minimo di fondamento.

Anche in questo gennaio molti nomi sono stati accostati alla Fiorentina. Cominciando dal Papu Gomez, finito poi a Siviglia, continuando con Torreira, rimasto dov’era a Madrid, per finire ai soliti, e ormai usurati Milik, Mandzukic, Piatek. Ma il mercato, da sempre, vive di notizie assolutamente e palesemente false, giocando sulle speranze e sulle emozioni dei tifosi. Gomez non ha mai avuto intenzione di venire in una squadra che naviga nei bassifondi della classifica. Torreira gioca in una grande di Spagna, perché avrebbe dovuto scegliere Firenze? E gli altri, perché dovrebbero venire qui, anche se noi offriamo splendidi panorami e buona cucina? Inutile illudersi, adesso la Fiorentina è una squadra come molte altre, ha poco potere attrattivo. Anzi, sembra più logico andarsene che rimanere.

Insomma, viene il dubbio che il mercato di gennaio, poco mosso e poco affascinante, non sia stato voluto ma sia stato subito dalla Fiorentina, come se non fosse stato possibile arrivare più in alto. Si dice che la campagna acquisti al ribasso sia dovuta al fatto che la vera rivoluzione verrà fatta a giugno, con nuovo allenatore, nuovo direttore sportivo e acquisti di giocatori top player. A parte che non sarà facile ribaltare tutto in una sola sessione di mercato, però non arrivano rumors di nessun tipo dalla pancia della società. O sono molto bravi a nascondere le loro mosse oppure non hanno ancora le idee chiare su quello che sarà.

E comunque, le basi messe a gennaio non sembrano molto solide. Kokorin & c., onestamente, non appaiono più forti di quelli che ci sono o c’erano. Già, perché ci sono state anche le cessioni, che però rischiano, per le formule utilizzate, di essere dei boomerang, con il ritorno dei ceduti, e scontenti, alla base a giugno. Alla fine, quello che rimane, adesso, è una squadra che sta trovando, sia pure con fatica, una sua certa idea di gioco. Niente di eccezionale, naturalmente. Ma meglio di qualche mese fa. Però i punti in classifica sono pochi e gli obbiettivi per il finale di stagione sembrano comunque piuttosto modesti. Niente Europa, probabilmente, e questo non aiuta giocatori e tecnici di nome a scegliere Firenze. Ci sarà il nuovo Centro Sportivo, si dice fra un anno e mezzo, ma non sappiamo quanto sposterà l’ago della bilancia. Il nuovo stadio è ancora un’idea in embrione e comunque potrà dare risultati tangibili, e fatturato, solo fra molti anni. E allora? I tifosi sperano nel solito domani migliore. Ne sono passati tanti di domani. Uno in più, ormai, non fa più nessuna differenza.

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