Ma Immobile dov’era?

di Duccio Magnelli

La Firenze viola si interroga sull’ennesima sconfitta che la Fiorentina subisce in questo suo travagliatissimo campionato. Sono 7 su 16 gare, quasi la metà. Certo, perdere a Roma contro la Lazio poteva anche starci, ma quello che lascia perplessi è l’atteggiamento di questa squadra, che non cambia mai. Partenza a razzo, poi il gol, parecchio bello, di Caicedo (ironia del destino, proprio lui in predicato per venire a Firenze. Ma dopo il gol dubitiamo che Lotito lo venda. E poi chissà adesso quanto costa). Poi uno sbattere contro il muro laziale, con i biancoazzurri non brillantissimi sul contropiede. I ragazzi di Inzaghi giocano spesso così (a proposito, oggi gran festa, visto che anche Filippo ha vinto a Cagliari) ma in genere sulle ripartenze sono più brillanti. E quindi magari sarebbe stato interessante provare un calcio più offensivo da parte di Prandelli. Invece, esce Ribery (per noi il francese non ha più molto da dire, purtroppo) ed entra Eysseric, quando sarebbe stato più logico un Koaume o un Callejon, per provare a mettere un po’ di paura alla difesa avversaria. Senza contare Lirola al posto di un Venuti forse non ancora pronto per questi livelli. La Fiorentina ha tirato molti calci d’angolo, tutti troppo alti visto che la difesa della Lazio di testa è quasi insuperabile. La Lazio ne ha tirati pochi, ma su uno di questi ha raddoppiato, sfruttando un errore della difesa viola, che ha lasciato completamente solo Immobile. Di errore grave si deve parlare, visto che il giocatore in questione è il capocannoniere del campionato scorso, la Scarpa d’oro europea e il centravanti della Nazionale. A nessuno è venuto in mente di guardare dov’era finito?

Dopo la Viola ha continuato il suo gioco abbastanza involuto. Ha avuto qualche occasione, legata anche ad errori abbastanza grossolani degli avversari. Ha accorciato le distanze a tre minuti dalla fine su un rigore arrivato dopo un errore di rinvio del portiere. A quel punto della partita in campo la Fiorentina aveva tutto il suo potenziale offensivo (si fa per dire) meno Ribery e Cutrone, che però ormai non viene più messo in campo perché da preservare per la sicura vendita. I cinque minuti di recupero a poco sono serviti, se non a certificare l’ennesimo passo di falso della squadra e del tecnico. Prandelli, che comunque, beato lui, ha parlato di grande prestazione, probabilmente, dovrebbe osare di più, anche perché la classifica è proprio brutta. Vero che non c’è molto da scegliere nella rosa, ma con il Bologna domenica e la Lazio poco brillante della Befana si doveva provare qualcosa di diverso del 3-5-2, con una sola punta vera. Anche perché comunque di punti ne vengono raccolti pochi. Insomma, a Firenze i tifosi avevano creduto, dopo la magia con la Juventus, di avere una buona squadra. Il sospetto, adesso, è che anche i giocatori ci abbiano creduto. E invece, la realtà è molto diversa. Ci sarà da lottare, e parecchio. Fino alla fine..

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