Dopo l’illusione, la solita Fiorentina

di Duccio Magnelli

Onestamente non abbiamo capito chi parlava di vittoria sicura della Viola contro il Bologna, pensando alla partita di Torino. La Fiorentina di quest’anno è una squadra di medio calibro, che non tira in porta e con giocatori in generale non eccelsi, con qualche rara eccezione. La magia di Torino contro la Juventus si può considerare uno splendido incidente di percorso, legato anche, inutile dirlo, a una serie di eventi favorevoli, non ultimo l’eccesso di presunzione di una squadra, quella bianconera, convinta di fare polpette degli avversari. Contro il Bologna la Viola ha giocato d’impeto i primi minuti, poi si è concessa una lunghissima pausa, per poi risvegliarsi alla fine. Fasi della partita che hanno coinciso con l’umore di Ribery, giocatore che decide, nel bene e nel male, il destino, soprattutto offensivo, di questa squadra. C’è, però, un punto comune a tutte le fasi della partita della Viola: la mancanza di tiri in porta, con l’eccezione di un tiro di Borja Valero finito a fil di palo. In novanta minuti e spiccioli la Fiorentina non è praticamente mai riuscita a centrare i pali della porta avversaria. E questo è parecchio preoccupante. Oltre agli attaccanti, che non segnano, mancano però anche i centrocampisti che non aiutano l’azione offensiva e che non provano a calciare da fuori. Del resto il centrocampo viola ha sostanzialmente perso il confronto con quello allestito da Mihalovic (soprattutto tenendo conto che quello di Prandelli, teoricamente, dovrebbe essere migliore). Eppure, a inizio stagione, si diceva che il centrocampo della Fiorentina fosse uno dei più forti del campionato. Tirando le somme, Amrabat si sta rivelando un giocatore normale, non il quasi fenomeno di Verona, Castrovilli, dopo una partenza sprint, ha perso tutto lo smalto, e non si capisce il perché. Duncan non è più nel radar dell’allenatore e Pulgar è un giocatore come tanti (a Bologna nessuno si è strappato i capelli dopo la sua partenza). Borja Valero e Bonaventura sono a fine carriera e non si può chiedere a loro di aggiustare le cose che non vanno. Insomma, la terra di mezzo della Fiorentina sta deludendo moltissimo. Come l’attacco, anche se noi, oggi, non avremmo levato Vlahovic, ma avremmo provato a giocare con le due punte (tenendo conto che Cutrone, per ragioni misteriose, ormai è fuorigioco). Certo, il centravanti serbo aveva giocato non bene, ma onestamente a noi piacciono anche gli allenatori che provano a cambiare il corso della partita con qualche idea, qualche sostituzione che non sia quella banale ruolo per ruolo. Alla fine di tutto, non è una buona notizia il fatto che il migliore in campo della Fiorentina sia stato il portiere. Non che abbia fatto miracoli, ma è parso sicuro e tranquillo in ogni occasione. Non si può dire lo stesso del portiere avversario. Ma solo perché nessuno dei ragazzi di Prandelli ha provato a scaldargli le mani. Nemmeno per sbaglio. E questo, lo ribadiamo, è un grosso problema, che qualcuno, prima o poi, dovrà decidersi a risolvere. Visto che è dall’inizio del campionato che si ripropone. Il mercato di Gennaio? Vedremo. Ma bisogna stare attenti a non ripetere quello, quasi fallimentare, di una anno fa.

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