Il regalo di Natale

di Duccio Magnelli

Nessuno poteva prevederlo. Nemmeno il più sfegatato dei tifosi viola. Nemmeno il più ottimista. Neppure quello che tutti i giorni mangia solo pane e Fiorentina. Però, siccome il calcio non è una scienza esatta, anzi, la Viola risorge nella serata che avrebbe potuto definitivamente affossarne il presente e il futuro. Diciamolo, il tre a zero che la Viola infligge alla Juventus nel suo stadio non ha solo il sapore dolcissimo della vittoria. Ma ha anche il gusto della rivincita. Verso Chiesa, Bernardeschi, Cuadrado, volati via da Firenze per cercare fortuna in quel di Torino, e che stasera si ritrovano a leccarsi le ferite e a chiedersi come è potuto succedere. La Fiorentina ha giocato una partita sontuosa. Chiaro che il gol iniziale di Vlahovic ha parecchio facilitato le cose, ma i gol bisogna anche saperli fare e poi l’azione è stata bellissima, un contropiede perfetto, orchestrato da Ribery e concluso, appunto, da Vlahovic. Un colpo pesantissimo per la Juventus. Del resto, prendere un gol così dopo un minuto è da dilettanti allo sbaraglio (forse con Sarri non sarebbe accaduto). Ma quello sarebbe stato solo l’inizio di una serata da incubo. Anzi. Dopo pochi minuti Cuadrado perde la trebisonda e fa un’entrata omicida sulla gamba di Castrovilli, che l’arbitro prima punisce con il giallo ma poi, consigliato dal Var, trasformato in rosso. La Juve in dieci affonda. Nel primo tempo la salva il portiere Szczesny prodigioso su Castrovilli. Ma nel secondo tempo non c’è più scampo per i bianconeri. CR7, ingabbiato dalla retroguardia viola, si dibatte senza costrutto. Chiesa gioca la sua partita personale contro i suoi ex compagni e forse, alla fine, risulta il meno peggio dei bianconeri. Bonucci e De Vigt mostrano limiti impensabili, soprattutto sulla velocità. Ma intanto la Fiorentina vola e si prende il lusso di fare a pezzetti quel che rimane della squadra di Pirlo. Prima un’autorete, piuttosto comica, di Alex Sandro e poi addirittura un gol di Caceres, andato a cercar fortuna come centravanti e non certo avvezzo a cose del genere, concludono una serata magica per la Viola. Bisogna dire che la formazione schierata da Prandelli non era piaciuta a molti, troppo difensiva e conservativa. Un 5-3-2 con Borja Valero, Igor e Caceres sembrava non poter avere successo. Alla fine, però, il tecnico di Orzinuovi ha vinto la battaglia contro Pirlo, dimostrando che nel calcio gli anni di gavetta e di lavoro contano molto più del nome e del passato, sia pure da grande ex giocatore. La dirigenza bianconera mastica amarissimo, stasera. Anche perché perdere sei punti in una giornata sola non capita tutti i giorni (dopo la sentenza ribaltata del caso Napoli). A Firenze, invece, si ride. Inutile dire che questa vittoria dovrà essere confermata, anche perché, paradossalmente, potrebbe essere più semplice battere la Juventus che il Crotone. Ma per adesso prendiamola per quello che è, questa partita. Un bellissimo e inatteso regalo.

Buon Natale a tutti.

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