Un punto per respirare

di Duccio Magnelli

Un brodino, si dice a Firenze, quello che la Viola ha preso mercoledì sera contro il Sassuolo. Certo, fa impressione pensare che gli emiliani sono venuti al Franchi con 13 punti di vantaggio in classifica dopo 12 giornate di campionato. Colpa della Fiorentina, naturalmente, che si trova nei bassifondi della classifica unicamente per demeriti propri. Ma merito anche di De Zerbi & c, che giocano un ottimo calcio, corto e preciso (sembra di vedere la Viola del primo Montella), anche necessariamente rischioso per certe uscite dall’area sempre molto “manovrate”. Non per niente siamo tra quelli che avrebbero visto molto bene l’attuale tecnico del Sassuolo sulla panchina viola. La partita era, quindi, da considerare ad alto livello di difficoltà, anche perché un’altra sconfitta non sarebbe stata accettabile. Il pareggio porta un po’ di ossigeno alla classifica, ma è logico che, prima o poi, questa squadra dovrà decidersi a vincere. Difficile pensare come, viste le estreme difficoltà nel centrare la porta. Prandelli parte con una formazione molto vicina a quelle tanto vituperate di Iachini. Del resto, esiste una logica di fondo che nessun allenatore può ignorare. La Fiorentina, attualmente, non ha esterni d’attacco che le possano permettere voli pindarici tipo 4-3-3 o 4-2-3-1. Callejon non è in forma (qualche maligno dice che potrebbe anche non esserlo mai), Ribery sembra, invece, aver ritrovato qualche certezza in più, ma la sua azione è ancora intermittente e, soprattutto, non sembra in grado di permettergli una copertura idonea della fascia. Certo, la squadra sembra dipendere molto, in fase offensiva, dagli umori del francese. Ma adesso l’ex Bayern appare meglio gestibile come seconda punta, a cui non chiedere eccessive coperture difensive. La squadra ha giocato meglio delle ultime partite. Sicuramente c’è stata più rabbia e reazione dopo il gol. Ma la sensazione è che questa squadra non abbia, per adesso, grandissime prospettive. Siamo già alla dodicesima giornata e ancora non si vedono le fila di un gioco. Prandelli ci sta provando a mescolare le carte, ma la squadra non ha una fisionomia precisa e sembra ancora un edificio in costruzione. Soprattutto a centrocampo, dove sembra che la quadratura del cerchio sia ancora lontana. Per questo la preoccupazione è tanta, nonostante il punto che smuove la classifica. Certo, se la traversa di Ribery fosse andata in rete saremmo qui a parlare di altro (ma anche il Sassuolo ha scheggiato un legno). Ma va ribadito che la squadra deve cominciare a vincere. Due sole vittorie e l’ultima è lontanissima. Ricordando che per vincere bisogna segnare. Casomai qualcuno se lo fosse dimenticato.

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