La luce in fondo al tunnel era un treno

di Duccio Magnelli

Numeri infernali, quelli della Fiorentina dopo la disfatta di Bergamo. Un punto nelle ultime quattro partite, un gol fatto e sette subiti. Media umiliante e disarmante. Media che rende la gestione Prandelli fallimentare. Ma siccome le cose, rispetto a Iachini, sembrano addirittura peggiorate, la certezza è che gli allenatori hanno poche responsabilità in questa situazione. Purtroppo dopo aver visto la squadra in campo a Bergamo, dopo aver visto i ritmi dopolavoristici della Viola contro un’Atalanta rilassata e con poco ritmo, è chiaro che questa squadra non c’è. Troppi ex giocatori, troppi giovanotti che hanno altre idee per il futuro, troppi mediocri sopravvalutati. La partita di Bergamo è stata, per chi l’ha vista, un’esperienza quasi surreale. A partire dalla formazione iniziale, iper attendista e difensiva, quando forse, contro una squadra che veniva dalla partita infrasettimanale di Champions, si poteva osare qualcosa di più. Onestamente se Iachini avesse presentato una formazione così sarebbe stato metaforicamente preso a calci. Tra l’altro i bergamaschi erano senza Gomez, Ilicic e Pasalic. Ma la cosa forse peggiore è stata la totale mancanza di reazione dei viola dopo i gol. Niente da segnalare né dopo il primo, né dopo il secondo né dopo il terzo gol. I cambi di Prandelli niente hanno cambiato, anzi. La condizione di Ribery e Callejon è francamente improponibile in serie A. Castrovilli sembra estraneo al gioco e la sensazione che voglia andarsene è più di una sensazione. Kouame sbaglia le cose più semplici. La conferma dell’assurdità della situazione arriva dal fatto che il migliore in campo, dopo un tre a zero, è stato il portiere. Il futuro si prospetta praticamente insondabile. Questa squadra ormai non riesce più a fare punti con nessuno, grandi e piccini. Forse ci vorrebbe il presidente dall’America a scrollare un po’ le coscienze, ma avere una proprietà oltreoceano è molto peggio che averne una nelle Marche. Sperare in una improvvisa rinascita dei giocatori ci pare parecchio difficile. Prandelli dice che dobbiamo difenderci con tenacia e aggressività (a averne) e che sul tre a zero la squadra si è liberata dalle paure. Già, sul tre a zero. Troppo facile giocare quando non ci sono più responsabilità e l’avversario ha tirato i remi in barca. Capiamo che il tecnico voglia difendere la squadra a tutti i costi ma ormai le partite le vedono tutti. Non è più il tempo di Tutto il calcio minuto per minuto e le partite raccontate alla radio.

Insomma, se qualcuno pensava che dopo il finale con il Genoa qualcosa fosse cambiato, dovrà amaramente ricredersi. La luce in fondo al tunnel era un treno.

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