Colore viola stinto

di Duccio Magnelli

I numeri ci dicono che questa è la peggiore Fiorentina degli ultimi 20-25 anni. Otto punti in nove gare, una media sotto il punto a partita, statistica che con ogni probabilità non basterebbe nemmeno a salvarsi dalla serie B. Prandelli dice che la cosa migliore da fare è raggiungere i quaranta punti il prima possibile. Una frase che fa tremare i polsi a tutti coloro che pensavano che l’avvento della società americana avrebbe portato un radioso futuro ricco di vittorie e trionfi. Il cambio dell’allenatore non ha finora portato i benefici sperati. Si sapeva che le colpe non erano solo del tanto vituperato Iachini e del suo modulo considerato sorpassato e vecchio, con i giocatori fuori ruolo. Adesso, con il nuovo modulo e i giocatori apparentemente tutti al loro posto, la musica non sembra cambiata. Brutto segno, bruttissimo. La Fiorentina perde con piccole, grandi e medie, non segna in campionato da ottobre. Il 4-3-3, o 4-2-3-1 messi in campo da Prandelli, che sembravano la via maestra del rilancio e del successo, ci raccontano che questa squadra è stata costruita male e rifinita peggio. La difesa a 4, non malissimo con i due centrali Milenkovic e Pezzella, soffre molto sugli esterni. Caceres non ha più lo scatto per contrastare l’ala avversaria (vedi San Siro domenica), Biraghi appare più adatto a fare l’esterno alto, come Lirola. Martinez Quarta appare sempre più un oggetto misterioso mentre ci dicono che in rosa c’è anche Barreca, anche se nessuno se lo ricorda (forse nemmeno Prandelli). A centrocampo ancora non si è riusciti a capire il vero ruolo di Amrabat (perché non chiedere a Juric?). Tutto ruota intorno al calciatore marocchino e Pulgar, Duncan e Castrovilli aspettano che qualcuno dica loro dove giocare. Ci sarebbe anche Borja Valero, forse l’unico con le idee un po’ chiare (anche se l’età non gioca a suo favore). In attacco, dati via i due esterni giovani Sottil e Chiesa, alle ali dovrebbero giocare Ribery e Callejon, 70 anni in due. Due giocatori che adesso sembrano buoni come ciliegine sulla torta, quando c’è la torta. Bonaventura aspetta fiducioso, giocherebbe da qualsiasi parte, anche perché a Milano non lo volevano più. Per quanto riguarda la punta centrale, sarebbe meglio, come si dice, stendere un velo pietoso. La Viola non ha un centravanti, sarà bene essere chiari. Ha tre ragazzi giovani, che forse avranno un futuro, anche se non si sa bene quale. Peccato che a Firenze non ci sia tempo per aspettarli. Qualcuno, a questo punto, si chiederà che cosa sta facendo la società. Onestamente, non lo sappiamo. Il presidente è in America e non si sa se e quando tornerà. Avere proprietà di oltreoceano non fa bene. Vedi Roma e Bologna. Ma, parliamoci chiaro, a una Fiorentina retrocessa nessuno vuole pensare. Sarebbe un disastro non solo calcistico. Il problema è che quest’anno le neo promosse, in genere vittime sacrificali, sembrano piuttosto agguerrite, a parte forse il Crotone. E a Firenze l’allenatore è già stato cambiato. Resta il mercato di gennaio, come ultima speranza per cambiare le cose. Tanto i soldi non sono un problema. Almeno quelli.

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