In attesa di tempi (speriamo) migliori

di Duccio Magnelli

La Fiorentina di Roma dura circa sette minuti. Non un inizio scoppiettante, di questi tempi sarebbe chiedere troppo, ma qualcosa di dignitoso, che poteva fare ben sperare. Poi, sarà stato di certo il silenzio quasi seducente dell’enorme catino dell’Olimpico, la Viola si è addormentata. I giallorossi, niente di trascendentale ma almeno loro ben svegli, hanno preso possesso della metà campo avversaria e senza nemmeno faticare troppo hanno segnato il primo gol, sfruttando il caos regnante nella difesa viola, e hanno sfiorato il raddoppio. Meno male che Dragowski, a differenza dei suoi compagni, ci ha messo il cuore e ha salvato la sua porta in almeno tre occasioni. Ai molti fedelissimi tifosi viola il risultato del primo tempo, visto l’andamento, ha fatto sperare in un possibile risveglio nella ripresa. Della serie, peggio di così non può andare. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, il secondo tempo è proseguito sulla falsariga del primo. Il gol di Pedro ha dimostrato che gli svincolati, se scelti bene, possono anche fare molto comodo (dobbiamo ammettere che a Firenze quest’anno in quanto a giocatori senza contratto si è forse esagerato). La Viola, praticamente, non si è mai svegliata dal letargo. Iachini ha provato a rimescolare le carte, confondendole ancora di più tanto da ritrovarsi a un certo punto con tre punte in campo dalle zero iniziali. Il tecnico appare ormai fuori dal gioco e non sembra avere più in pugno la situazione. Il problema è che nemmeno le altre componenti della società hanno ben chiaro che cosa sta accadendo. I giocatori sicuramente non seguono più il tecnico ma non sembrano nemmeno in grado di reagire alle avversità. Il presidente, che non vorrebbe mandare via Iachini perché vorrebbe dire sconfessare se stesso. E il direttore sportivo, che forse adesso non è più così convinto di avere costruito una squadra forte e competitiva. Perché per quello che si vede adesso in campo i milioni, più che spesi, sembra siano stati buttati. A questo punto l’unica soluzione è mandare via Iachini e far scegliere il nuovo allenatore ai giocatori, che in una rosa di nomi potrebbero decidere per alzata di mano. Così almeno non avrebbero più alibi e si riuscirebbe a capire il loro vero valore. Che, per molti di loro, rimane, per adesso, ancora piuttosto misterioso. A proposito, ha esordito Quarta, il difensore argentino di cui si dice un gran bene (qualcuno ha scomodato perfino Passarella). Trascinato dall’entusiasmo, ha commesso un fallo su Dzeko a centrocampo e si è meritato l’espulsione. Come prima volta, poteva fare di meglio. Ma magari, col nuovo allenatore, anche per lui arriveranno giorni migliori.

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