Una vittoria scacciapensieri

di Duccio Magnelli

Nel silenzio del Franchi (mille persone fanno poco rumore. La prossima volta non ci saranno nemmeno loro, perché la sfida con il covid è ben lungi dall’essere vinta) Iachini salva la panchina, in una partita in cui l’unica cosa importante era il risultato. Una volta l’Udinese non avrebbe fatto paura. Ma dopo la disfatta con la Sampdoria e il mezzo disastro con lo Spezia, qualsiasi avversario della Viola sembra diventato il Barcellona o il Bayern. Insomma, c’è da temere tutti. Soprattutto in una settimana in cui ha tenuto banco la diatriba Iachini si, Iachini no, Sarri si, Sarri no. E in cui di calcio giocato si è parlato pochissimo. Comunque la partita di domenica ha detto alcune cose interessanti. Innanzitutto che la Fiorentina riesce a vincere anche senza Ribery. Notizia molto confortante, visto che il francese sia per l’età sia per gli infortuni, ogni tanto potrebbe mancare. Quindi, bene assicurarsi che si possa andare avanti anche senza di lui. L’altra notizia è che Iachini non verrà esonerato, nonostante che molti si augurassero la sconfitta per vedere coronato il loro sogno. La cacciata del tecnico attuale e l’arrivo a Firenze di un altro, che secondo loro doveva essere Sarri ma con nessuna certezza che sarebbe andata davvero così. Ti aspetti Sarri e arrivano Ballardini o Delneri. Giusto per dire. Comunque, Iachini rimane e chissà per quanto. La partita con l’Udinese ha poi dimostrato che alla Viola mancano alcune cose fondamentali per una squadra di calcio. Per esempio un centravanti. Vero che ce ne sono tre in rosa, ma nessuno di loro sembra avere grosso feeling con la porta avversaria. E questo per un attaccante è un grave handicap. E poi manca un centrocampista che dia un po’ di ordine a una manovra poco limpida, un po’ caotica. Anno scorso erano in due i registi, Pulgar e Badelj. Quest’anno il croato è andato via e Pulgar sembra ai margini della squadra. Ambrabat è un cacciatore di palloni, Castrovilli è uno splendido anarchico solista, che va dove lo porta il cuore , ma non gli si può chiedere di cantare e portare la croce. Bonaventura è un tuttofare dalla metà campo in su. Duncan sembra anch’egli un po’ fuori dalla cerchia degli amici fidati e poi un regista non potrà mai esserlo. Forse è per questo che la manovra della Viola sembra sempre poco ragionata, molto affidata all’estro dei singoli, ora Ribery, ora Castrovilli, un giorno forse Callejon. Insomma, bisognerebbe trovare qualcosa a gennaio, sempre che a gennaio si giochi ancora a calcio. Sì, perché con i tempi che corrono c’è da aspettarsi di tutto. Per intanto, prendiamo questa vittoria e tiriamo avanti. Giorno per giorno. La prossima all’Olimpico contro la Roma sarà una bella sfida. Per la Fiorentina attuale potrebbe essere addirittura più semplice dell’Udinese. E magari il fantasma di Sarri lo ricacciamo indietro.

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