La parola al campo

di Duccio Magnelli

Il “peso” Chiesa ce lo siamo tolto, adesso voleremo più leggeri. Sembra abbia detto, più o meno, il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè in merito alla cessione del giocatore alla Juventus. Se peso era, adesso se lo è accollato la Vecchia Signora e quindi il problema, da parte viola, è risolto. A Firenze è arrivato Callejon, che nel tridente di Sarri a Napoli era quello che stava a destra, quello che riequilibrava le scorribande di Insigne e Mertens. Tutti si augurano che sia migliore di Chiesa. Noi comunque ricordiamo quando nel campionato scorso Ribery e Chiesa si inventarono attaccanti ( nella splendida vittoria contro il Milan a San Siro, per esempio). I due si incrociavano a occhi chiusi e sembravano dei demoni pronti a fare a fette le difese avversarie. Speriamo che Callejon possa fare altrettanto. Intanto ci sono 10 anni di differenza rispetto a Chiesa, e non sono proprio spiccioli. Poi potrebbe esserci una scarsa dimestichezza con un ruolo, quello di esterno nel 3-5-2. A meno che Iachini non decida di rivedere le sue posizioni e cambiare modulo. Perché poi alla fine la tattica la fai coi giocatori che hai. Vedremo. E poi anche Pirlo alla Juventus avrà le sue gatte da pelare con tutta quella gente davanti e CR7 che deve giocare sempre. Dove lo metterà il tecnico bianconero il gioiellino ex viola appena arrivato? Qualche malalingua dice “a far compagnia a Bernardeschi”. Forse no, almeno all’inizio proverà a metterlo in campo. Poi si vedrà. Comunque di sicuro con un contratto da 5 milioni l’anno Chiesa può dormire sonni tranquilli e pensare seriamente a mettere su famiglia. Tanto i soldi arrivano lo stesso, anche se si sta in panchina.

Per il resto, rimane sospeso il giudizio sul mercato fatto dalla Fiorentina. Pradè ha detto che la squadra è sicuramente più forte. I tifosi, quasi tutti, sono di diverso avviso. Molti si soffermano sul fatto che manca un centravanti. Il ds della Fiorentina ha negato dicendo che ci sono addirittura tre attaccanti a Firenze e tutti hanno avuto richieste da altre società . Quindi, per forza, devono essere non forti ma fortissimi. Il problema è che con Callejon e Ribery, quasi sempre in campo, anche se l’età non depone a loro favore, il posto libero davanti è solo uno. I tre giovani attaccanti, rampanti e scalpitanti, rischiano però di passare molto tempo in panchina. Il che, per tre quasi fenomeni come li considerano Pradè e la società, sarebbe davvero triste. E soprattutto antieconomico per Commisso.

Rimangono poi alcune questioni in sospeso, come quella del regista che non c’è, e Iachini lo avrebbe voluto, o dei difensori Milenkovic e Pezzella che con una congrua contropartita, parole di Pradè, sarebbero potuti andare via. Discorsi del genere non sono proprio da grande società con grandi ambizioni. A meno che Commisso non abbia saputo che lo stadio non si fa. E allora abbia già deciso di cominciare a vivacchiare. Proprio come fecero i Della Valle, che messi in soffitta tutti i plastici delle varie cittadelle, iniziarono a pensare come riuscire a disfarsi della Fiorentina. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Però, e qui sorge il dubbio, in Italia nessuno ha lo stadio nuovo, a parte la Juventus. E come fanno a tirare avanti?

Da adesso, comunque, bando alle chiacchiere. Parlerà solo il campo. Sarà lui a decidere se qualcosa di buono è stato fatto in questo mercato dalla società. Incrociamo le dita.

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