Si ricomincia, buon viaggio Fiorentina

di Duccio Magnelli

Si ricomincia. Vero che il precedente campionato è finito da così poco che se ti giri lo vedi ancora in fondo alla strada. Ma illudiamoci che non sia così e che siano passati i soliti due mesi abbondanti tra la fine di una stagione calcistica e l’inizio della successiva. Proviamoci con l’immaginazione, perché la realtà è ben diversa. Il Covid non è ancora un fantasma ma pare ancora vivo e vegeto. Il ritorno, sia pure parzialissimo, dei tifosi negli stadi è ancora a livello di ipotesi, anche se in alcuni campi qualcosa si tenterà fin da subito. Forse per provare a disegnare un minimo di speranza e di fiducia in un paesaggio ancora piuttosto scuro e indefinito. Quello che abbiamo visto quest’anno nel calcio, comunque, fa parte del surreale e probabilmente Picasso ci avrebbe fatto un quadro meraviglioso. Finali di Champions e Europa League giocate intorno a Ferragosto. Campionati terminati a fine luglio con grandi sospiri di sollievo, perché la spada di Damocle del virus avrebbe potuto fermare tutto in un attimo. Campionati interrotti e mai ripresi, come in Francia. Exploit di giocatori e tecnici che, complice la situazione eccezionale, hanno portato a termine imprese in condizioni normali forse impossibili. Insomma, il Covid, dopo aver cambiato le nostre vite, ha cambiato anche il calcio. Anche i ritiri quest’anno sono stati molto diversi da quelli degli anni precedenti. La Viola non è andata a Moena ma ha optato per un ritiro casalingo al centro sportivo, a due passi dal Franchi. Poca strada da fare e Commisso ha probabilmente risparmiato anche sul vitto, perché i giocatori andavano a mangiare a casa. Le amichevoli sono state giocate al Franchi, appunto. Partite contro avversari di piccolo cabotaggio, giocate soprattutto per dare gambe e sicurezza. Partite in cui si sono visti molti gol, in cui Ribery ha fatto vedere che, nonostante l’età, è ancora in grado di insegnare calcio. Partite in cui Amrabat ha forse dimostrato di essere, a oggi, il migliore acquisto. Naturalmente, c’era tanta curiosità intorno a Chiesa. La telenovela è ancora lontana dal concludersi, come quella di Milenkovic. I due, probabilmente, vorrebbero andarsene ma Commisso vuole molti soldi. Forse troppi, per il periodo di magra corrente. Il problema è che hanno il contratto in scadenza nel 2022 e quindi il loro prezzo, da ora in poi, è destinato solo a scendere. Quindi, o li vendi adesso o rinnovi i loro contratti o rischi di perderli praticamente a zero. Commisso è a Firenze e sta a lui sciogliere questi due intricatissimi nodi. Dal mercato sono arrivati due svincolati, Bonaventura e Borja Valero, che per adesso hanno alzato l’età media della squadra. Speriamo che alzino anche il livello tecnico (noi, comunque, dei cavalli di ritorno ci fidiamo poco). In tutto questo, arriva la partita con il Torino. I granata hanno cambiato allenatore, c’è Giampaolo sulla panchina. La campagna acquisti appare per adesso abbastanza bloccata e i risultati delle amichevoli hanno fatto storcere la bocca a parecchi. La Fiorentina, secondo noi, può vincerla questa partita e presentarsi poi a Milano per la sfida con l’Inter di sabato 26 con l’animo più tranquillo. E poi, chi comincia bene è a metà dell’opera. Anche se l’opera, in questo caso, dura tantissimo. Da ora a maggio. Covid permettendo, naturalmente.

Buona partita e buon viaggio Fiorentina.

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