Slow slow slow…

di Duccio Magnelli

“Fast fast fast” diceva Rocco Commisso qualche tempo fa. L’American Dream, la Nuova Frontiera, finalmente qualcuno che farà tornare grande la Fiorentina. Poi il Covid, il lockdown, lo stadio che non si fa (almeno in tempi brevi), il Centro Sportivo a Bagno a Ripoli che si farà ma non porterà denaro per la campagna acquisti. E tutto sembra rallentare. E la Firenze viola che adesso, inutile negarlo, storce la bocca quando la avvertono che sarà Giuseppe Iachini il tecnico della ricostruzione, della rinascita. Un altro ex, come lo erano Montella e Pradè. Il passato che ritorna, come la minestra di pane. Il passato che qui a Firenze non se ne è andato mai, visto che si continuano a celebrare, a premiare, a ricordare, vecchi campioni, vecchie partite, vecchi gol. Insomma, con tutto il rispetto per Iachini, ci voleva una ventata di aria fresca. Vero che alcuni nomi erano del tutto incompatibili con una squadra di mezza classifica. Spalletti, per esempio, uno di alti ingaggi e alte pretese tecniche. Oppure Emery e Pochettino. Ma c’erano anche altri nomi possibili, intermedi, per ridare entusiasmo e suscitare curiosità. Juric e De Zerbi, per esempio, che sono rimasti in società che, almeno apparentemente, sono meno ricche e meno ambiziose della Fiorentina. Non essere riusciti a portarli a Firenze fa un po’ pensare. Ma forse è tutto spiegabile con la volontà di Commisso di affidarsi a chi è riuscito a tenere compatto lo spogliatoio e a portare a casa una salvezza comunque non impossibile, visto il cammino delle squadre alle spalle. Certo, ripartire per una nuova stagione sarà molto diverso che arrivare quando i lavori sono in corso e ci sono da tappare le buche. E poi bisogna stare attenti perché gli spogliatoi hanno caratteri estremamente volubili.

Comunque sia, adesso c’è solo da aspettare il mercato estivo. Qualcuno ha promesso tre top player, uno per reparto. Vedremo. Certo, che la posizione in classifica non rende la Viola particolarmente attraente. Ci vorrà Commisso e la sua forza persuasiva, ci vorrà, inutile negarlo, anche la disponibilità a pagare alti ingaggi. Si parla, ma sono solo voci, della possibile permanenza di Chiesa, ma anche della possibile partenza di mezza difesa (anzi, di tutta quella buona). L’idea, ma è solo un’idea, è che il mercato invernale sia costato troppo e, alla fine, abbia reso poco o niente. In fondo, nessuno ha la cornucopia e i soldi vanno ben amministrati. Anche da chi ne ha molti e viene dall’America.

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