Con Antichi Occhi

Una Mostra che ha toccato il cuore di tutti quelli che hanno avuto il piacere di visitarla.

Si è conclusa ieri la Mostra “Con Antichi Occhi”. Fortemente voluta da Alessandra Schlatter, pronipote del grande artista Carlo Adolfo, si è tenuta presso la Casa Museo in viale dei Mille 14.

Un grandissimo successo con una media di 150 visitatori al giorno. L’Evento ha unito due cose molto importanti. La curiosità di vedere le foto storiche del nostro quartiere e la voglia di scoprire una Casa di cui io stessa ho molto parlato. Molte persone del mio gruppo Facebook Noi ..del Campo di Marte.., hanno accolto la notizia della Mostra con grandissima gioia sia per le foto che per la grandissima voglia di andare alla scoperta di un luogo che fino a prima erano riusciti a vedere solo dall’esterno.

sdr

Io stessa resto sempre affascinata da questa splendida Casa, la prima costruita nel viale dei Mille da Carlo Adolfo, e dalla particolare fattezza di alcune opere che già da fuori è possibile ammirare. I due draghi sul tetto e la piovra del giardino incuriosiscono colui che passa fuori dal cancello.

Ma veniamo alla Mostra.. e parliamo di uno dei pannelli che si trova proprio sulla porta verde d’ingresso. Le bellissime parole del grande Luciano Artusi fanno da overture all’inizio del percorso. E non poteva essere altrimenti secondo me. Il primo giorno dell’apertura della Mostra, il grande Luciano Artusi era presente. Motivo di vanto, come potrebbe essere altrimenti? Uno dei più grandi scrittori e appassionati di storia fiorentina ha dedicato parole bellissime alla raccolta di foto presenti nella Casa..

Entrando dentro, nelle varie camere sono presenti foto di tempi passati, di persone che hanno caratterizzato il nostro quartiere e che rimarranno per sempre testimoni di ciò che è stato.

Nella Casa niente è fuori posto. La ricercatezza e la cura di ogni dettaglio rendono sia la Mostra che la visita alla Casa Museo un piacere per gli occhi. Tante persone mi hanno detto di essere rimaste impressionate dai quadri di Carlo Adolfo e dalle sue opere in ferro battuto, come il bellissimo tavolino nel grande salone.

Personalmente, ogni cosa presente in quel luogo mi affascina. Ed ogni volta che ci torno scopro un dettaglio in più sempre grazie alla bravissima Alessandra.

Mi sono soffermata ad ammirare gli acquerelli fatti da Carlo Adolfo con disegni dei monumenti fiorentini. Un bellissimo quaderno presente all’esposizione mi ha permesso di scoprire ed apprezzare ancora di più questo grandissimo artista. Ognuna di queste pagine è corredata da pensieri poetici di Carlo Adolfo ed è stato un piacere poterli leggere.

Le fotografie meritano un discorso a parte. E’ sempre toccante vedere le foto di quello che è stato. Soprattutto quando il passato riporta indietro nel tempo a cose che si sono perse. E la Mostra unisce il “non c’è più” con il “è ancora presente ma molto diverso”. Si passa da foto storiche che immortalano il Campo Aviatorio del Campo di Marte allo spettacolo di Buffalo Bill e alla costruzione dello Stadio Berta.

Foto del collegio alla Querce, dell’Officina Galileo, delle Cure.. arrivando a foto messe a disposizione dal Cral Ataf che immortalano i vecchi tram a San Domenico e nel nostro quartiere.

Ogni foto racconta una sua storia. Tantissime le foto private di famiglia, tra le quali ho riconosciuto quelle di Patrizia Dolis, Marcello Alinari e Giovanni Abbazzi.

Le foto private della famiglia Schlatter, con i vestiti dell’epoca che meriterebbero una mostra a loro dedicata..

Ho visto molte persone soffermarsi sulle foto e poi ammirare i quadri di Carlo Adolfo.

mde

Ho visto la meraviglia negli occhi dei visitatori. Che ripeto, sono stati tantissimi. Era tanta la voglia di fare un salto nel passato ed in egual misura porre finalmente gli occhi sulla bellissima Casa Museo. Il primo giorno della Mostra, tra i tanti ospiti si contano Luciano Artusi, Manuela Sacchetti, Eugenio Giani, Michele Pierguidi, Enrico Ricci. Ma una mensione è doverosa anche per chi ha donato le proprie foto per questo bellissimo evento, per chi, abitante del quartiere, ha potuto rivedere luoghi persi nel tempo ma vivi nella memoria.

Alessandra mi ha raccontato che Carlo Adolfo aveva confezionato con le sue mani una lampada in ferro battuto per regalarla ad un bambino. Questo bambino ha conservato per tantissimi anni questo prezioso dono e giunto all’età anziana ha contattato Alessandra per restituirle la lampada perchè voleva tornasse nella sua Casa. E così è stato….

mde

Spero che questo sia solo l’inizio di una nuova fase per il Campo di Marte. Quella in cui verranno organizzati molti eventi culturali a Casa Schlatter e che essa diventi il fulcro delle prossime attività di interesse artistico, storico e di arte per tutto il nostro quartiere.

Da parte di tutti noi visitatori un immenso grazie ad Alessandra e a suo marito Stefano per la grandissima professionalità e per la passione che hanno messo in questa avventura. Sperando che sia la prima di tante..

Casa Schlatter, viale dei Mille 14. Il gioiello del Campo di Marte che brilla sempre di più.

Chiara Giovannini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: