La Villa antica e sconosciuta.

Uno degli articoli più difficili da scrivere penso sia proprio questo.

E lo è per diversi motivi.

Mi va di elencarli proprio per far capire l’immensa curiosità che deve però fare i conti con la realtà.

Le foto. Se volessi realmente fotografare la protagonista di questo scritto dovrei per forza entrare in una proprietà privata. Spero di cuore che un giorno queste righe vengano lette da chi può entrarci e che possa io ricevere un invito solo per fare qualche istantanea di un qualcosa che vedo tutti i giorni ma solo dallo stesso lato.

Da quando sono amministratrice del gruppo Noi del Campo di Marte sono tantissime le persone che mi hanno chiesto di scrivere due righe su una villa che si trova nel nostro quartiere. Che dev’essere stupenda, ad iniziare dal suo porticato che purtroppo dalla strada non si vede.

Sto parlando della villa del Buoncantone, chiamata anche Villa Norsa, dal nome della signora Anna Maria di cui tra poco parlerò.

La difficoltà di scrivere questo pezzo nasce anche dal fatto che le informazioni su questa villa sono pochissime. Ma per fortuna qualcosa si trova, ed in questo caso devo ringraziare lo storico Guido Carocci, profondo conoscitore della storia di Firenze e dei suoi antichi edifici.

E’ stato anche Direttore del Museo di San Marco. E’ famoso anche per essersi fortemente battuto contro la decisione del Risanamento del centro storico deciso per la nomina di Firenze Capitale. Purtroppo la sua battaglia non sortì l’effetto sperato.

Famoso per aver lasciato diversi scritti fondamentali per chi, come me, è appassionato della storia di Firenze e anche degli edifici che di quella storia sono parte integrante. Il suo libro “I Dintorni di Firenze” è una mappa straordinaria di tanti gioielli architettonici.

E’ proprio grazie al Carocci che possiamo avere delle notizie di questa villa.

Sappiamo che il suo stile archittettonico è dei primi del XVI secolo. E’ stato nel 1544 che i figli di Baccio Bandinelli la acquistarono. Prima era appartenuta alle famiglie dei Panciatichi e dei Gherardi.

Lo stesso Baccio dimorò nella villa. Questo è scritto in un’epigrafe che si trova tuttora lì, ma che purtroppo non posso farvi vedere visivamente.Così come non posso mostrarvi foto attuali del bellissimo portico che si trova sul retro della villa. L’unica immagine è proprio quella del libro del Carocci. Sappiamo anche che lo stemma dei Bandinelli è presente…lo stesso stemma che ritroviamo nella parte centrale sotto il tetto del Tabernacolo dell’Arcolaio, opera di Baccio del 1500. Anticamente girato proprio in direzione della Villa.

Ma perché BuonCantone?

Erano a quei tempi diverse le ville che si ergevano sul “Canto della Via” (Cantone). Nel nostro caso la via in questione era quella che da San Gervasio conduceva verso Coverciano. La vecchia Cassia, la nostra via Centostelle.

Non potendole chiamare tutte nello stesso modo, fu variata la parte iniziale, per cui possiamo trovare la villa del Malcantone (la casa delle suore Calasanziane) e villa del Buoncantone, la successiva.

I Bandinelli ebbero la proprietà della villa per diversi secoli.

Ma arriviamo al 1900.

La popolazione del Campo di Marte cresceva anno dopo anno. Soprattutto per la crescente urbanizzazione.

Arrivando al 1944, la proprietaria della villa del BuonCantone, la signora Anna Maria Conti vedova Norsa, aveva deciso di lasciare nel suo testamento un appezzamento di terreno all’Arcivescovo di Firenze, a patto che vi fosse costruita una nuova Chiesa. Il Cardinale Elia dalla Costa decise di trasferire quella proprietà alle Suore Calasanziane. Il momento era difficile. La Guerra era appena finita e si doveva pensare a ricostruire tutto. Era impossibile costruire una nuova Chiesa.

Il trasferimento fu fatto alle Calasanziane a patto che lo restituissero non appena si fosse prospettata la possibilità concreta di costruzione. Cosa che avvenne nel 1961, quando fu posta la prima pietra della Chiesa dei Santi Fiorentini.

La signora Anna Maria Conti era la figlia del filosofo e Pedagogista Augusto Conti a cui è stata intitolata la piazza all’angolo con via degli Artisti, su cui si affaccia il cimitero dei Pinti (della Misericordia di Firenze).

L’unico modo che fino ad ora ho avuto per vedere la villa di cui ho parlato è stato grazie a Google Earth. Virtualmente ho potuto ammirare il portico anche se solo dall’alto.

Spero un giorno di poterla vedere dal vivo.

Fonti. Guido Carocci “I Dintorni di Firenze”

foto da Guido Carocci “I Dintorni di Firenze”

Chiara Giovannini

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