La voce del presidente

di Duccio Magnelli

Commisso festeggia il suo primo anno da presidente della Fiorentina con una attesissima conferenza stampa via web. Il magnate americano è ormai il nuovo principe di Firenze, e a lui viene in parte affidata la rinascita di questa città dopo il disastro Covid. Naturalmente, le notizie più attese erano quelle che riguardavano il nuovo stadio. Infatti, molto del futuro, possibilmente radioso, dipende in gran parte dalla costruzione della nuova “casa” della Viola. Il nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli, nella sua magnificenza e funzionalità, non sarà sufficiente. Ci vuole un nuovo stadio, altrimenti l’entrata della Fiorentina nel “gotha” del calcio mondiale potrebbe risultare molto complicata. Le parole di Commisso di sabato lasciano poche possibilità di interpretazione. Il Franchi potrà essere ristrutturato “a modo” solo se la sovrintendenza verrà messa in un angolo e zittita. Commisso chiede carta bianca, pieni poteri, non vuole lacci e lacciuoli, visto che i soldi ce li mette lui. Altrimenti, con il progetto Mercafir ormai fuorigioco, rimane Campi Bisenzio. Commisso ha detto di aver opzionato i terreni, e questo sembra quasi un avvertimento a Nardella. Dal canto suo, il sindaco di Firenze sta provando a accelerare in Parlamento l’iter per il decreto “semplificazione” che dovrebbe rendere più agevole il rifacimento e la ristrutturazione degli stadi più vecchi (e non solo di quello di Firenze). Ci sarà da vedere che cosa conterrà questo decreto. Se le norme consentiranno cambiamenti profondi oppure semplici ritocchini. Intanto si comincia a parlare dei progetti che permetterebbero a Commisso non solo il restauro del Franchi ma anche lo sfruttamento commerciale della zona. Pedonalizzazione del viale Paoli, parcheggi sotto il campo di rugby, accelerata decisiva al progetto di prolungamento della tramvia, alberghi, cinema, musei e centri commerciali al posto dei campini e del campo da baseball. Insomma, un totale stravolgimento del quartiere 2, lavori lunghi e complessi che probabilmente non troverebbero tutti i residenti d’accordo. Bisogna, infatti, sempre ricordare che Nardella è il sindaco di tutti i fiorentini e non solo dei tifosi della Viola. Certo, i 300 milioni che Commisso metterebbe sul piatto fanno gola a molti. Ed è logico che il magnate americano voglia investire e non buttare i soldi. Quindi ci dovrà essere un ritorno economico, per lui e per tutta la città. Anche se bisogna ricordare che investire sul calcio, in Italia, non è mai stato un affare per nessuno. Fino a ora.

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