L’ira di Commisso

di Duccio Magnelli

Si dice che Rocco Commisso, se non gli lasciano fare il nuovo stadio, potrebbe anche lasciare la Fiorentina. Vera o no, di sicuro la notizia dimostra quanto sarebbe importante per il proprietario della Viola avere una nuova casa per la squadra. Solo con gli introiti del nuovo stadio la Fiorentina potrebbe, infatti, sedersi al tavolo delle squadre che “contano”. Forse non all’altezza delle “grandi” per antonomasia, che tali sono per numero di vittorie oltre che per denaro, ma molto molto vicino. La notizia della “presunta” sfuriata di Commisso ha, naturalmente, scatenato i tifosi che sul web, e anche fuori, si sono scagliati contro l’amministrazione cittadina, la burocrazia, lo Stato, il governo, la Sovrintendenza, le leggi e i regolamenti che imprigionerebbero l’Italia e che non permetterebbero a un imprenditore straniero di creare lavoro e ricchezza. Vero che questo paese talvolta ha una burocrazia che pare davvero soffocante. Però è anche vero che non sempre l’erba del vicino è più verde. Negli USA, per esempio, è probabilmente molto facile costruire uno stadio ma è sicuramente molto complicato trovare un ospedale pronto ad accoglierti gratis se ti senti male. Oppure, sempre negli USA, puoi comprare un ‘arma da fuoco come fosse un giornale mentre rischi multe salatissime se superi i severi, e bassi, limiti di velocità. Cose che a noi italiani appaiono incomprensibili, come, del resto, può apparire incomprensibile a un imprenditore statunitense non poter venire qui a costruire uno stadio nel primo posto libero che trova (magari al posto di uno vecchio considerato, orrore, quasi un monumento nazionale). Noi non crediamo che Commisso se ne andrà. Anche se la situazione “stadio” appare ancora lontana dal risolversi. Non convince molto gli addetti ai lavori la ristrutturazione del Franchi, anche perché resta da chiedersi dove troverebbero posto le strutture commerciali e i parcheggi, assolutamente indispensabili. Si dice sottoterra, almeno in parte, dove ci sono oggi palestra e piscina, ma allora verrebbe da chiedersi quanto costerebbe un’operazione del genere. Con l’ipotesi Mercafir in stallo quasi perenne, rimane l’opzione Campi Bisenzio, avversata dal sindaco di Firenze Nardella, ma che appare l’unica possibile in questo momento. Certo, passeranno comunque diversi anni prima di vedere la Fiorentina giocare nel nuovo stadio. Per adesso, la priorità è capire quando la gente potrà tornare a tifare nelle vecchie strutture. Per il resto, il futuro è tutto da scrivere. E da immaginare.

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