Calcio o non-calcio?

C’è un calcio che è già ripartito. Quello della Bundesliga, il campionato tedesco, che in questo fine settimana ha riacceso i motori. Molto prima degli altri, che ancora navigano a vista. In Francia, come in Belgio e in Olanda, ripartiranno a settembre, anche se con molte critiche. Il Paris Saint Germain campione scontato. Anche se il campionato transalpino fosse finito regolarmente il risultato sarebbe stato lo stesso. In Spagna sembra che ricomincino a fine giugno. Per il fresco. Potrebbero giocare a ciclo continuo, con riposi limitati a 72 ore. Con orari variabili dalle 20 alle 23, per provare a rendere meno opprimente la calura. Ma in Spagna sono abituati a cenare a notte fonda. La Premier non ha ancora deciso che cosa fare. Ma ripartirà. Forse il 12 giugno. Klopp è felice, altri tecnici un po’ meno. Ma l’allenatore del Liverpool ha fretta di vincere il titolo e ha paura che a rimandare troppo c’è il rischio di non ricominciare più. In Italia ancora non si sa bene che cosa succederà. Si parla del 13 giugno come possibile data del nuovo inizio. Il 18 maggio dovrebbero ripartire gli allenamenti di squadra, ma tutto appare piuttosto nebuloso. Le rose sono ancora incomplete, qualcuno deve ancora finire la quarantena. E qualche squadra ha deciso di continuare con gli allenamenti individuali. Insomma, tutti avanzano verso la data fatidica in ordine sparso. E ancora non si sa bene che cosa succederà con eventuali casi di positività in squadra. I tifosi, per adesso, non sembrano d’accordo con la ripartenza. Del resto, loro non saranno protagonisti ma comprimari, visto che gli stadi saranno vuoti. Ma si ricomincerà per soldi, la passione sportiva c’entra poco. Del resto, anche gli addetti ai lavori sembrano dubbiosi. Addirittura il responsabile area tecnica dell’Udinese, Marino, considera la scelta del 13 giugno “sciagurata”.

Rimane da capire che calcio sarà quello della eventuale ripartenza. Senza abbracci, senza docce comuni, senza spogliatoi aperti. E i contrasti, i tackle, le marcature, i falli non sono contatti fisici? La Bundesliga ci ha mostrato giocatori all’apparenza mentalmente poco liberi. Ci è parso un calcio asettico, sterile, silenzioso. Forse un non calcio.

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