Cronache dal pianeta calcio. La partita “zero”

di Duccio Magnelli

In ogni epidemia esiste il paziente “zero”, cioè colui da cui tutto è partito, l’untore iniziale. Parlando di calcio, sembra esistere anche una partita “zero”, che potrebbe in parte spiegare l’anomalia Bergamo, città che, insieme a Brescia, ha il triste primato di contagiati e morti. Secondo un immunologo dell’ospedale Umberto I di Roma, la gara in questione sarebbe Atalanta-Valencia di Champions League del 19 febbraio scorso, giocata a Milano. In quella data si sapeva ben poco del corona virus, probabile però che già circolasse in zona. San Siro era stato aperto a tutti. Da Bergamo era arrivato un bel gruppo di tifosi, tanti, che si ritrovarono a contatto fra di loro per un tempo lunghissimo. Disgraziatamente la Dea segnò quattro reti e quindi immaginiamo la quantità di baci e abbracci che i supporter si scambiarono. Era, come detto, il 19 febbraio e dopo pochi giorni si sarebbe scatenato il disastro, con il cosiddetto paziente “uno” che si presentava all’ospedale di Codogno. Purtroppo quei tifosi che erano a San Siro, dopo la partita, sarebbero tornati nelle loro case e avrebbero continuato la loro vita di tutti i giorni. In una zona, tra l’altro, ricca di lavoro e con grande movimento di merci e persone, in cui poco si bada ai piccoli malanni. Qualche giorno dopo la costituzione della zona rossa avrebbe dato inizio al caos. Il calcio si sarebbe fermato definitivamente dopo troppo tempo e dopo troppe partite. I tifosi lombardi, non solo quelli dell’Atalanta, avrebbero continuato a scorrazzare per l’Italia prima di essere bloccati (si pensi a Lecce-Atalanta, giocata addirittura il primo marzo, ma anche a Fiorentina-Milan, per esempio). Scelta scellerata, a posteriori, ma in linea con certi comportamenti, molto più sensibili al dio denaro che alla salute delle persone.

Adesso, che finalmente si è deciso di fermare anche gli Europei 2020, rimane però sempre qualcuno convinto che a maggio si possa ricominciare a giocare per finire i campionati. Secondo chi scrive, non c’è nessuna possibilità che questo accada. Forse se ne parlerà a settembre, annullando i campionati oppure dichiarandoli finiti all’ultima giornata in cui tutte le squadre erano alla pari di partite giocate. Magari giocando, a porte chiuse, un play out per decidere le retrocessioni. Chissà, dopo la partita “zero”, quale sarà la partita “uno” del nuovo inizio.

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