Fiorentina e Milan: un pari che serve a poco

di Duccio Magnelli

Finisce in parità, 1 a 1, la partita del Franchi fra Fiorentina e Milan. Un punto che serve poco a tutti. Gara fra due squadre non brillantissime. Il Milan con più possesso palla ma non particolarmente ispirato. La squadra manca di concretezza, Ibrahimovic tocca molti palloni ma pochi decisivi. La Viola ci mette piu di un’ora per capire che il Diavolo non è così brutto come lo si dipinge. Nel frattempo c’è stato un gol annullato a Ibrahimovic, un gol buono di Rebic, deviato, l’espulsione di Dalbert. In inferiorità numerica la squadra di Iachini, paradossalmente, si sveglia. Il tecnico butta dentro la terza punta e la Viola mostra finalmente più determinazione. Colpa anche del Milan, che, inspiegabilmente, smette di giocare e arretra troppo. Il rigore assegnato per fallo di Romagnoli su Cutrone, non evidentissimo, porta al pareggio la Fiorentina, che nel finale avrebbe addirittura la possibilità di portare a casa l’intera posta. Finisce, come detto, in pareggio. Risultato giusto, ma che evidenzia il momento non brillantissimo delle due compagini. Per la Fiorentina sembrano lontanissimi i tempi della vittoria a San Siro. Quel quasi epico 3 a 1 del 29 settembre che sembrava poter lanciare la squadra, allora guidata da Montella, verso obbiettivi prestigiosi. Da allora la Viola ha messo in classifica solo 21 punti, poco più di 1 a partita. Al Franchi solo 3 vittorie e troppi pareggi. La squadra ha iniziato la partita con il Milan molto contratta, con le linee troppo basse. Un difetto già evidenziato in alcune partite precedenti. E il Milan non è né l’Atalanta né la Juventus. Il centrocampo soffe le non buone condizioni di Castrovilli, l’unico, secondo noi, in grado di ribaltare l’azione da difensiva a offensiva. Chiesa e Vlahovic hanno ricevuto pochi palloni giocabili. Solo l’entrata di Cutrone ha dato la sveglia alla squadra e ai due davanti. Difficile, però, pensare di poter giocare con tre punte sin dall’inizio. Anche perché né Dalbert né Lirola sembrano in grado di assicurare una buona tenuta difensiva, indispensabile in un modulo così aggressivo. Se a questo aggiungiamo le amnesie di Pezzela e qualche errore di troppo di Caceres, si capisce perché la Viola non riesce a scrollarsi di dosso una posizione di classifica ben poco soddisfacente. Per quanto riguarda gli acquisti di gennaio, Duncan è quello che ci si aspettava: un giocatore di quantità e fisico. Resta fuori Benassi, e il centrocampo, già poco prolifico, perde un incursore capace anche di fare qualche rete. Di Agudelo si sa poco o niente. Cutrone si è guadagnato il rigore ma per quello che è costato deve dare molto di più. L’Europa League sembra adesso lontanissima. Restiamo convinti che i buoni giocatori arrivano se hai qualcosa di concreto da dare. Per il prossimo campionato e Coppa Italia potrebbero non bastare.

Il Milan da quel 29 settembre ha messo in carniere 29 punti. Molti più della Fiorentina. E dire che allora sembrava messo peggio dei viola. La sostituzione rapida del tecnico, insieme a qualche buon acquisto tipo Rebic, ha probabilmente fatto bene ai rossoneri, che sono ancora in lotta per l’Europa League. Certo, la proprietà rossonera a inizio stagione pensava alla Champions. Ma bisogna anche accontentarsi. E Pioli, tutto sommato, sembra aver fatto un discreto lavoro. A Firenze sabato sera è stato accolto con entusiasmo. E forse anche con qualche rimpianto.

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