Il rimpianto nella Coppa

di Duccio Magnelli

Inter-Fiorentina di Coppa Italia, partita di rara bruttezza, è stata decisa da episodi favorevoli agli uni e sfavorevoli agli altri. La sensazione è che molto sia girato intorno al gol sbagliato in maniera incomprensibile e sciagurata da Vlahovic, che solo davanti a Handanovic ha tentato una sorta di scavetto o pallonetto per saltare il portiere, che non è esattamente un novellino alle prime armi, e si è fatto deviare la palla in angolo. Un peccato di presunzione. Con la partita in quel momento sull’uno a uno, quel possibile gol poteva aprire orizzonti insperati di vittoria per la Viola. Ma siccome le disgrazie sovente non vengono mai sole, a seguire è arrivato il gran gol di Barella. Per farle certe reti bisogna avere anche il coraggio di provarci e chi ha giocato a calcio sa che tenere la palla bassa in tali occasioni è impresa da piedi parecchio buoni. Da lì, fino alla fine, le uniche cose da segnalare sono state le sostituzioni. Conte ha mostrato gli ultimi acquisti di pregio (Eriksen e Moses), Iachini, che di nuovo aveva poco da mostrare, a parte il comunque già visto Cutrone, ha buttato nella mischia gli impalpabili Ghezzal e Sottil. L’Inter ha chiuso le porte e non c’è stato più niente da fare. Comunque, la Viola ha retto discretamente l’urto della cosiddetta corazzata nerazzurra, considerando anche le assenze di Ribery e Castrovilli. Linee molto strette e compatte, pronte a rilanciare il contropiede. Ma se la prima fase di gioco è riuscita bene, il gol di Candreva è nato da un pasticcio della difesa (vedi Ceccherini), la seconda fase, quella che avrebbe dovuto portare dalle parti della porta avversaria, a parte qualche lampo iniziale, è mancata di continuità, anche per la luna storta di Chiesa. L’ingresso di Cutrone, in un ardito 3-4-3, poco ha dato alla causa. Dall’ex milanista, ed ex Premier League, ci si aspetta molto di più, soprattutto nel dare profondità e brio alla manovra offensiva. Insomma, alla fine della partita, rimane l’amaro in bocca ai tifosi viola. L’Inter ha giocato un calcio bruttino e poco brillante. E con la qualità che ha questo è apparso incomprensibile. Certo il gol è riuscita a trovarlo, in qualche modo, ma, secondo chi scrive, la Fiorentina, si è un po’ adeguata al tran tran, in attesa dell’occasione giusta. Con un po’ più di coraggio, poteva fare più male ai nerazzurri. Talvolta la squadra è apparsa frenata, Anche il modulo apparentemente molto offensivo della ripresa, alla fine, ha dato pochi frutti, perché tutti dovevano comunque rientrare dietro la linea della palla. E ripartire, alla fine, può non essere sempre così semplice. Insomma, la Viola, secondo noi profani e semplici cultori della materia calcio, deve provare un calcio diverso. Messo alle spalle Montella, ridato equilibrio a tutto quello che c’era da riequilibrare, adesso, con l’aiuto sperabile del mercato di gennaio e il ritorno degli assenti, è necessario passare alla fase successiva. Perché la sconfitta di Milano è pesante, soprattutto perché la Coppa Italia era un possibile obbiettivo di stagione. Uscirne in questo modo lascia parecchi rimpianti.

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