Fiato corto

Tutto sommato, la partita Fiorentina-Genoa di sabato pomeriggio poteva finire molto peggio per la Viola. Ma evidentemente sul risultato finale ha pesato molto il fatto che il grifone non vince a Firenze da 43 anni. E quindi Criscito ha scelto proprio questa occasione per sbagliare il suo primo rigore in carriera (bravo Dragowski ma la palla è stata calciata in maniera inguardabile). E il portiere della Fiorentina ha fatto almeno tre parate decisive (una su tocco quasi suicida di Milenkovic). Insomma, per fortuna della Fiorentina un paio di coincidenze decisive sono arrivate in soccorso per non scalfire una tradizione più che quarantennale. Peccato, perché una vittoria avrebbe lanciato la squadra di Iachini verso obbiettivi che parevano impensabili fino a qualche settimana fa. Ma la Fiorentina contro il Genoa non ha fatto una buona impressione, ricordando anche che i rossoblu erano, e rimangono, ultimi in classifica (adesso in coabitazione) e hanno la peggior difesa del campionato (ben 41 gol subiti). La partita è sembrata una fotocopia di quella con la Spal. Ma questa volta non c’è stato il colpo di testa nè di Pezzella né di qualcun altro a togliere le castagne dal fuoco. La squadra è parsa poco brillante. Sembra abbastanza logico, visto che giocano sempre gli stessi. Il fatto poi che il tecnico abbia mandato in campo Eysseric e Maxi Oliveira significa che si sta raschiando il fondo del barile. E che se non arrivano rinforzi la situazione potrebbe peggiorare. Tenendo conto che giocatori come Badelj e Boateng sono, probabilmente, già fuori dal progetto e quindi perduti per la causa, viene da domandarsi perché ancora non si siano presi i necessari provvedimenti per ampliare e rinforzare la rosa. Purtoppo i giocatori costano cari, anche quelli scarsi, forse perché Commisso ha impunemente dichiarato che i soldi non sono un problema.

Insomma, la situazione è adesso meno rosea di come appariva dopo Napoli. La partita con il Genoa sembrava una formalità, ma così non è stato. Anzi, come detto, se c’era una squadra che meritava di vincere era proprio quella di Nicola. Adesso il futuro prossimo per la Viola presenta qualche ombra all’orizzonte. Mercoledì si va a Milano per la Coppa Italia, poi a Torino con la Juventus senza Milenkovic e Caceres. E poi arriva al Franchi l’Atalanta che ha appena disintegrato il Torino in casa sua (con un Ilicic stratosferico). Insomma, odiamo ripeterci ma ci vogliono forze fresche. Iachini ha cambiato il volto di questa squadra (Montella aveva fatto il suo tempo a Firenze, ormai è chiaro) ma il fiato della squadra è corto. Molto corto. In qualche modo bisogna allungarlo. A Barone e Pradè l’arduo compito. Con la regia di Commisso.

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