Ma sono gli stessi di Montella?

Dopo la vittoria di Napoli, sorge spontanea una domanda: ma i giocatori della Viola che vanno in campo adesso con Iachini, sono gli stessi di Montella? O basta davvero qualche settimana di gestione di un nuovo allenatore per stravolgere completamente le carte in tavola? Il calcio non è materia così complicata. La cosa migliore che un allenatore possa fare è studiare le caratteristiche dei propri giocatori e metterli in campo secondo logica. Montella, evidentemente, non è riuscito nell’intento. Iachini, invece, ha capito che in questo momento la Fiorentina ha bisogno di giocare in un certo modo, senza svolazzi, con molta concretezza, con le linee strette e compatte, giocando sugli errori degli avversari e pronta a sfruttare in avanti le caratteristiche dei suoi migliori giocatori, Chiesa e Castrovilli, capaci come pochi di squilibrare le difese avversarie. Il nuovo corso lo si intuisce anche dal diverso atteggiamento dei due tecnici in panchina: mentre Montella durante le partite sembrava lontano dal gioco, quasi assente, Iachini si sbraccia, dà continuamente ordini e indicazioni, si arrabbia, cerca di trasmettere a chi va in campo la sua grinta e la sua determinazione. Se a tutto questo, che è già abbastanza, aggiungiamo anche il ritorno in campo di Vlahovic e Benassi, giocatori un po’ trascurati dal vecchio tecnico, e l’arrivo di Cutrone, attaccante prezioso nel dare profondità alla squadra, si capisce perché la Fiorentina in poche settimane ha ritrovato quello smalto e quella forza che sembravano spariti, tanto da far temere crolli apocalittici. La Viola a Napoli ha lasciato che gli avversari cozzassero contro la sua corazza. Ha lasciato agli avversari il possesso palla per portarsi a casa i tre punti. Vero che i partenopei sono parsi in grande crisi, ma la bravura di una squadra sta anche nel capire i punti deboli degli avversari e sfruttare la situazione. Adesso, tutto quello che prima pareva una chimera, potrebbe diventare qualcosa di più concreto su cui discutere. Un passaggio di turno in Coppa Italia, sbancando San Siro, oppure un ritorno in Europa, adesso non così lontana. Il tempo dei sogni sta tornando. Non lasciamolo scappare di nuovo.

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