Il sogno dentro la Coppa

di Duccio Magnelli

Ci voleva la grande prestazione per ridare fiato alla stagione viola. La vittoria in Coppa Italia contro l’Atalanta al Franchi ha il sapore gustosissimo dell’impresa, del “mezzo miracolo”, di ciò che finora non era arrivato ma che tutti a Firenze si aspettavano, prima o poi. Un pizzico di fortuna, i due pali colpiti dall’Atalanta, e la Viola che finalmente ha ritrovato quella grinta e quella determinazione che erano stati un po’ latitanti fino a oggi nella stagione. Nemmeno l’espulsione di Pezzella, pura stupidaggine il tuffo in area di rigore con inevitabile seconda ammonizione, ha spento l’ardore dei ragazzi di Iachini. Anzi, il paradosso è che, per una di quelle magiche alchimie del calcio, la Viola si è ritrovata a giocare meglio in inferiorità numerica, complice, forse, anche la dabbenaggine di un’Atalanta che non è riuscita a capire come si gioca in undici contro dieci. Invece di allargarsi i bergamaschi si accentravano rendendo più semplice il compito della Fiorentina stretta a difesa del proprio fortino. Il gol di Lirola, con il giocatore lasciato libero di scorrazzare sulla fascia, è la dimostrazione evidente di come i bergamaschi non siano riusciti a gestire la situazione di vantaggio.

Comunque la si guardi, la partita del Franchi ha dimostrato che nel calcio niente è scontato. Nemmeno il prossimo turno di Coppa Italia, che la Viola giocherà contro la corazzata Inter. Insomma, se sogno deve essere, meglio non riaprire gli occhi ancora per un po’.

Iachini parte con Cutrone e Vlahovic di punta e Chiesa in panchina. Il nuovo arrivato viola, nonché ex-milanista e ex-Premier, ripaga la fiducia segnando il gol del vantaggio e dando alla squadra quel movimento e quella profondità in avanti che fino a adesso erano mancati. Peccato che Vlahovic non sia sempre pronto a assecondare il compagno di reparto. Il primo tempo scorre abbastanza fluido, da segnalare solo il colpo di testa di Pasalic finito sulla traversa. Nella ripresa entra Ilicic e l’Atalanta pareggia proprio con lo sloveno. Sembra che i bergamaschi possano dilagare ma non è così. La Fiorentina di Iachini è molto più attenta e compatta di quella un po’ volatile e leggera di Montella. Gli spazi si chiudono, ci si difende a denti stretti e con le linee molto compatte e vicine. L’espulsione di Pezzella sembra poter spostare l’ago della bilancia verso Bergamo ma un lancione di Pulgar becca Lirola solo sulla fascia. L’ex Sassuolo si lancia verso la porta e annichilisce Gollini con un destro potente e preciso. Gasperini si infuria, ma la sua squadra è stata presuntuosa e pasticciona. Iachini, invece, ha dimostrato che con l’umiltà e il lavoro si riesce a trovare soluzione a molti problemi.

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