Villa Bracci ed il centro sociale anziani. Una opportunità di socializzazione nel nostro Q2

Maria Cristina Calamai ci parla di Villa Bracci e di una bellissima realtà del Q2.

Questa villa affonda le sue radici nel 1300 quando il suo nucleo somigliava ad una fortezza, un palagio fortificato contornato da campi, forse alcuni orti vicini al torrente Mensola, tant’è che in epoca medievale veniva chiamato “ Palagio di Ponte a Mensola” . Nel 1300 il percorso viario di via del Guarlone ove si affacciava la villa, era già esistente e, più o meno, identico a quello attuale.

La famiglia Busini fu il primo proprietario della villa, famiglia che già possedeva in via del Guarlone “ Il Palagio di mezza via” verso Varlungo. Dopo vari passaggi di proprietà fra i quali i Gherardi già possessori di ville e palazzi nella zona (Poggio Gherardo) , la villa passa agli Zanobi Bracci verso la metà del 1500.

Fu un abate, Antonio Bracci, a ristrutturare e abbellire la proprietà. Era un botanico e un collezionista d’arte, uomo colto e amante del bello, fece costruire pozzi per l’approvvigionamento dell’acqua assolutamente all’avanguardia per quei tempi , acqua necessaria per irrigare il suo “ Giardino segreto” ove trovarono dimora frutti e piante rare. Allo scultore Pietro Francavilla fu commissionata la creazione di 15 opere da inserire nel giardino. Il periodo era lo stesso in cui il Granduca Francesco I dei Medici stava realizzando la villa di Pratolino avvalendosi dell’ opera del Buontalenti e del Giambologna . Tutti noi conosciamo quella villa e quel parco dove le attrazioni maggiori sono date da grotte, giochi d’acqua e statue disseminate ovunque. L’abate Bracci non volendo essere da meno, chiamò a sé alcuni specialisti che lavoravano già alla realizzazione della villa di Pratolino fra cui Francavilla braccio destro del Giambologna.

Il suo “Giardino segreto” venne ultimato nel 1600. Doveva essere bellissimo. Le statue, tutte di marmo, si ispiravano ai principi che reggono l’universo ( terra, aria, acqua e fuoco) altre ai simboli della luna e del sole ed altre ispirate alla mitologia classica. La statua di Bacco venne posta al centro della vigna, visibile ancora oggi sebbene molto rovinata. Come detto l’impianto idraulico doveva essere davvero all’avanguardia giacché da quello proveniva l’acqua necessaria per l’irrigamento del giardino e per alimentare i giochi d’acqua per i cosiddetti “Scherzi”. Il più grande dei pozzi, dopo i necessari restauri, fornisce l’acqua agli orti attuali, dopo ben 400 anni. Per la villa la decadenza inizia nel 1751 quando le statue del Francavilla vennero messe in vendita ed acquistate dal Principe del Galles. Alcune attualmente si trovano al Victoria and Albert Museum di Londra, le altre al Castello di Windor.

Nell’’800 la famiglia Guazzesi eredita la villa, nel ‘900 fu dei Campana e da questi passa al Comune di Firenze. La parte di villa Bracci dalla quale si accede da via del Guarlone è stata per lunghi anni la sede dell’Opera Sordomuti, successivamente ha ospitato l’Istituto Professionale Alberghiero Aurelio Saffi ad oggi è vuota e si attende di conoscere quale sarà la sua destinazione.

Negli anni ’80 i terreni e i giardini di villa Bracci con accesso dallo Stradone di Rovezzano, sono diventati piccoli orti assegnati agli anziani del centro sociale. Un esperimento che ha avuto molto successo, viste le numerose richieste che giungono ogni anno. Il centro sociale per anziani di villa Bracci offre molteplici opportunità e proposte di socializzazione grazie al lavoro dei volontari del centro.

Il centro è gestito dai soci che dispongono di un regolamento e di uno statuto autonomo rivolto ad offrire opportunità di socializzazione e svago ai partecipanti del Q 2. Inizialmente il centro era essenzialmente rivolto ad attività ludico ricreative, adesso si possono fare corsi di ginnastica dolce anche riabilitativa, due volte a settimana è disponibile un’infermiera per la misurazione dei valori pressori ed altri piccoli interventi infermieristici, una volta a settimana i soci possono avvalersi di un servizio di pedicure, ci sono 12 postazioni attrezzate con computer dove si svolgono corsi, facili, di informatica, alcuni soci gestiscono una biblioteca e favoriscono incontri e gite nei dintorni . Gli orti sociali sono più di 270 e recentemente oltre ai pensionati vengono assegnati ad associazioni di persone affette da autismo e disabilità, Patronati e sindacati son presenti per fornire informazioni e rispondere alle esigenze dei soci. “Agosto Anziani” è un servizio rivolto alle persone del Q2 che per vari motivi non possono lasciare la città. Un pulmino li conduce al centro ove consumano il pranzo e vengono riaccompagnati la sera.

Infine, il giovedì e la domenica si balla con musica dal vivo.

Dobbiamo ricordare che tutto ciò è possibile, oltre ovviamente al contributo delle istituzioni locali, anche e soprattutto grazie al gran lavoro svolto dai volontari senza i quali il centro stesso non potrebbe sopravvivere.

Villa Bracci si trova in un luogo bellissimo, è quasi nascosta fra il verde ma un piccolo neo lo ha: purtroppo è un po’ fuori mano perché senza l’auto è difficile raggiungerla vista l’assenza di mezzi pubblici che conducono lì, del resto la strada di accesso è molto stretta, a doppio senso e anche molto trafficata specie nelle ore di punta in quanto molti la utilizzano per evitare il traffico convulso del sottopasso del Gignoro. Ciò non toglie il suo enorme valore sociale in favore delle persone anziane del nostro quartiere.

Maria Cristina Calamai.

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