Il veleno nella coda

di Duccio Magnelli

Poco entusiasmante la prima uscita in campionato della nuova Fiorentina di Iachini. Poteva essere molto migliore se una serie di errori non avesse spalancato le porte del pareggio a un Bologna che comunque non avrebbe meritato la sconfitta. Partendo dalla coda, cioè dal gol su punizione di Orsolini al 93’, non nuovo a prodezze del genere, bisogna necessariamente parlare del fallo inutile di Pezzella al limite dell’area, una spinta su un avversario avviato verso la linea di fondo. Del mancato posizionamento di due uomini in barriera e di un uomo sul palo e dell’errato intervento del portiere, che smanaccia la palla mettendola praticamente dentro la porta. Si dice che tutti fossero convinti che la punizione fosse di seconda. Impossibile, visto il tipo di fallo.

Per il resto, la Fiorentina di Iachini poco di nuovo ha fatto vedere dal punto di vista del gioco. Parrebbe logico, visto lo scarso tempo a disposizione del tecnico. Qualcosa di nuovo, invece, si è intravisto come approccio mentale alla partita, la squadra è apparsa meno svagata e più concentrata, soprattutto all’inizio di gara (vero tallone d’Achille di Montella). L’ingresso di Benassi, poco considerato dal precedente tecnico, ha dato sostanza al centrocampo e un po’ di peso in fase realizzativa, suo il bellissimo gol del momentaneo vantaggio. Del resto, la coesistenza tra Pulgar e Badelj appare complicata e dovrà essere trovata una soluzione. Detto dei troppi ammoniti, un fallo di Pulgar era da arancione, il dubbio, tremendo per tutti i tifosi viola, è che però questa squadra non possa dare di più di quel poco che ha dato finora. Ci sono scarse possibilità di variazioni tattiche, la rosa è ristretta e di non eccelsa qualità. Quindi, adesso che è stato cambiato il tecnico, va cambiata la squadra. O meglio, va rinforzata per bene, se i soldi non sono davvero un problema. Certo, il mercato di gennaio non è proprio lo scenario ideale per rimediare agli errori estivi. Quello che c’è molte volte è uno scarto oppure un pre-pensionamento. Ma qualcosa va fatto. Necessariamente. In caso contrario, tempi difficili si prospettano per la tanto amatissima Viola. Anche perché i quattro punti sulla terz’ultima in classifica, il Brescia, non fanno dormire sonni tranquilli.

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