Nella memoria di molti di noi: Radio Firenze ed il Grillo Canterino

Maria Cristina ed un pezzo di storia fiorentina……

Nella memoria di molti di noi: Radio Firenze e il “Grillo Canterino”

Radio Firenze nasce nel 1932. La sede di allora era il Palazzo delle Cento Finestre in p.zza Santa Maria Maggiore. Ovviamente a quel tempo, la radio era controllata dall’EIAR e trasmetteva prevalentemente concerti in diretta dal Teatro Comunale chiamato Politeama Fiorentino.

L’attività durò circa 12 anni salvo sospendere le trasmissioni nel 1944 in seguito alla distruzioni degli edifici ad opera dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Alcuni tecnici però non lasciarono mai la sede della radio e, sebbene in modo precario, riuscirono a riutilizzare alcune strumentazioni danneggiate. Due giornalisti di Torino rifugiatisi a Firenze ( Victor De Sanctis e Amerigo Gomez) il 4 agosto 1944, riuscirono a trasmettere, in diretta, la radiocronaca delle fasi e il susseguirsi degli eventi che porteranno alla liberazione di Firenze.

Questo documento storico, in possesso delle teche Rai, vale davvero la pena di essere ascoltato: La voce di Gomez si mescola alle voci dei cittadini e dei combattenti, si odono le sirene, il fragore della distruzione dei ponti, gli spari, fino al suono della Martinella e alla nuova voce di Radio Firenze Libera il 20 settembre del 1944. Il documentario fu trasmesso dalla Rai nel 1954. Questo il link per quanti fossero interessati all’ascolto www.teche.rai.it/1954/08/firenze-agosto-1944/

Negli anni successivi la Radio acquista sempre maggiore importanza tanto che scrittori del calibro di Carlo Emilio Gadda scrivono per Radio Firenze testi radiofonici. Le trasmissioni sono ancora di diffusione culturale attraverso trasmissioni famose come L’Approdo e la messa in onda di commedie e radiodrammi di solito in scena nei teatri della città.

Più tardi arriveranno anche trasmissioni di svago come “Botta e risposta” condotta da Silvio Gigli e, sempre condotta da Gigli “ Sorella radio” un programma dedicato agli ammalati che veniva trasmessa dall’interno dei nosocomi . Alla radio si ascoltavano gli stornelli di Narciso Parigi e le canzoni di Odoardo Spadaro.

Fecero il loro ingresso anche le trasmissioni sportive tant’è che quando la Fiorentina giocava al Comunale Radio Firenze ne trasmetteva interamente il secondo tempo.

Fu però il 1953 l’anno della svolta quando Omero Cambi ebbe l’idea di creare “Il grillo Fiorentino, una trasmissione leggera che con garbata ironia metteva in evidenza una bonaria critica alla società.

Dopo un po’ lo spettacolo leggero si trasformò in comico e brillante dando vita al “Grillo Canterino”.

Il programma andava in onda ogni domenica dopo il Gazzettino della Toscana alle ore 14.00 circa.

Ricordo benissimo quando intorno alla tavola ancora apparecchiata eravamo tutt’orecchi in attesa di conoscere quali dei tanti personaggi ci avrebbero fatto sorridere attraverso le loro scenette. Come dimenticare la “ Sora Alvara” macellaia di lusso magistralmente interpretata da Wanda Pasquni! Tagliava le bracioline di qualità agghindata da gran signora con collane e braccialetti e intanto, raccontando ai clienti delle amicizie in alto loco, “fregava” sul peso… Le battute erano sagaci e zeppe di sfondoni lessicali e la signora Alvara Girelli Bucalossi concludeva la scenetta con l’immancabile “ Ma guarda un po’ che gente…vero dico io”.

L’Iris e L’Amneris ( Bibi Faller e Nella Barbieri) che non perdevano l’occasione di sfuggire al bigliettaio dell’autobus per non pagare il biglietto, il nonno Pilade ( Rino Benini) contornato dalla famiglia in eterna lite, dispensa consigli ma soprattutto vuole mangiare… “ Perché l’è i tocco e ancora un si vede nulla sulla tavola”, Il cenciaiolo “I porvere” che chiamato a valutare suppellettili ne sminuiva il valore salvo rivalutarlo al cliente che intendeva acquistarlo, vero campione negli affari concludeva così : “Cenciai si nasce.. e dire che i’ mi poero babbo volea che studiassi… meno male mi son fermato all’asilo!”.
“ La panchina dei sogni” , fidanzatini sdolcinati dal parlar forbito fino a quando lei chiede: “ Ma quando mi sposi” e lui risponde :“ Quando a Firenze sarà in funzione la Metropolitana amore mio”. Allora tutto cambia e alle tenere parole si sostituisce un elegante e inequivocabile “ Icchè t’ha detto nini!”.

Concludo ricordando “Gano i duro di San Frediano” ( Corrado De Cristoforo). Alcune delle definizioni da lui usate sono entrate a pieno titolo nel gergo fiorentino “ Pischella” , “ Sommommolo” “ tanto te lo rintoppo quello”. In una scenetta, riferendosi all’allora vincitrice del Festival di San Remo, giocò sul cognome, Cinquetti, apostrofandola con “ da retta…mezzo chilio!!”. Gano il gran bullo del quartiere finiva sempre col prenderle le botte ciò nonostante terminava con la mitica frase: “Largo donne… passa Gano… i’duro di San Frediano”.

Il “Grillo Canterino” era un programma spassoso, semplice e irriverente al contempo che riusciva a raccontare in modo ironico vizi e virtù dei fiorentini attraverso scene di vita quotidiana.

Il” Grillo” terminò nel 1970 dopo molti anni di successo durante i quali , ogni domenica puntuali dopo il gazzettino le famiglie fiorentine, ancora intorno alla tavola apparecchiata, non si stancavano di ascoltare.

Maria Cristina Calamai.

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