Ehilà Beppe

di Duccio Magnelli

In assenza del calcio giocato, che quest’anno è stato risparmiato a Natale alla serie A dopo le lamentele dello scorso anno, i tifosi viola si consolano con l’arrivo di Beppe, al secolo Giuseppe, Iachini, uno dei due possibili salvatori della patria viola. L’altro è il mercato di gennaio che, attraverso i milioni di Commisso, dovrà rimpolpare una rosa abbastanza deficitaria. Iachini è stato presentato alla stampa sabato 28 dicembre al Franchi, nella sala intitolata alla grande e mai dimenticata Manuela Righini. Plancia viola al gran completo, con Joe Barone, il braccio destro e sinistro di Commisso, Pradè, apparso un po’ teso, Antognoni e Dainelli come accompagnatori. Introduzione del direttore sportivo, che prima di tutto ha detto che non sarebbe mai voluto essere lì ( logico. Se le cose fossero andate bene erano tutti sulla neve). Poi ha speso molte parole su Montella ( e non erano di circostanza). Poi fuoco di fila (si fa per dire) di domande al neo tecnico viola, che, con l’immancabile cappellino (non uno sfizio per coprire una calvizie ma uno schermo agli occhi che soffrono la troppa luce) ha risposto, con dovizia di particolari, a tutto. Si intuiva la sua felicità di essere lì in quel momento e, soprattutto, la voglia di riuscire dove il suo predecessore aveva fallito. Iachini non si è prodigato in grandi spiegazioni tattiche (e non poteva farlo) ma ha avuto parole di elogio per Chiesa, lodandolo per aver messo il lavoro sul campo a Natale sopra tutto (anche alle meritate, forse, vacanze). Ha parlato anche di Zurkowski (giocatore ignorato da Montella) e l’idea è che il polacco sarà molto più utilizzato. Iachini ha poi richiamato tutti, tifosi e giornalisti, all’unione e alla compattezza per il bene della Fiorentina. Per quanto riguarda il mercato, Pradè non ha fatto nomi. Ha detto che il mercato di gennaio non è semplice e che si apre piano piano (?) e bisogna essere pronti a cogliere le occasioni che si presentano. Ma, come detto, il direttore sportivo è sembrato abbastanza nervoso. La sensazione è che, caduto Montella, in caso di ulteriori insuccessi, sarà lui la prossima testa a cadere ( non a caso ha detto che spera di rimanere anni a Firenze). Quindi, vietato sbagliare. Per chi è interessato, il primo gennaio allenamento a porte aperte. Forse alle ore 16 ma il responsabile della comunicazione della Fiorentina non era sicurissimo dell’orario.

Questa la cronaca. La sensazione è che la situazione sia abbastanza complicata. Nonostante i sorrisi, l’aria in sala stampa non era delle migliori. Per una proprietà appena arrivata, cambiare un allenatore dopo pochi mesi non è certo un buon inizio. E cercare rinforzi nel mercato di gennaio non è proprio una passeggiata di salute. Vedremo. Intanto i tifosi portano a casa l’entusiasmo del nuovo tecnico. Non è pochissimo. Poi la trasferta di Bologna darà le prime risposte.

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