Senza più alibi

di Duccio Magnelli

Una Roma non trascendentale seppellisce una piccola Fiorentina sotto un pesantissimo 1 a 4. Una Viola già vista altre volte quest’anno, nessuna novità. Una squadra tecnicamente povera, costruita un po’ a caso in estate, prendendo giocatori qua e là, senza un’idea precisa di quello che si voleva fare. Una squadra che, a un certo punto, si è ritrovata a dover puntare per necessità su Chiesa e Ribery. Il primo ha smesso presto di giocare, perché arrabbiato con la società che non l’ha lasciato partire. Il secondo, che doveva essere la ciliegina sulla torta della campagna acquisti, si è ritrovato ben presto a essere la torta, quindi il giocatore più importante. Cosa che a 36 anni passati può essere lusinghiero per lui ma può diventare un problema per la squadra, visto anche il serio infortunio, che rende la situazione ancora più seria e pone grossi e pesanti interrogativi sul futuro. Per il resto, la partita con la Roma non ha detto niente di nuovo sulla Fiorentina. La difesa, che qualcuno un po’ di tempo fa pensava di alto livello, dimostra che senza un centrocampo all’altezza, e quindi in grado di fare argine, qualsiasi retroguardia va in affanno. Il gol di Pellegrini è la dimostrazione pratica di questo. L’attacco praticamente non esiste. Vlahovic ha tanta volontà ma il gol con l’Inter rimane una prodezza isolata. Boateng ci conferma che ha finito la benzina e che fare la riserva al Sassuolo era ormai la sua massima aspirazione. Pedro dimostra che gli attaccanti brasiliani, soprattutto quelli lenti e macchinosi come lui, faranno sempre grande fatica da noi in Italia. Dalbert e Lirola, partiti benino a inizio stagione, si stanno spengendo, anche perché non sono in grado di fare le due fasi, difesa e attacco. E gli riescono male entrambe. Insomma, un disastro assoluto, che coinvolge non solo i giocatori ma anche il tecnico, Pradè e naturalmente la società, visto che Commisso, in estate, disse che se le cose fossero andate male lui doveva essere considerato il primo colpevole. Probabilmente sarà Montella a pagare per tutti, anche perché adesso con il Natale di mezzo sarà possibile dare più tempo al nuovo tecnico. Noi restiamo dell’opinione che con una squadra così modesta chiunque potrà fare poco, ma il tecnico napoletano ha dimostrato troppa poca umiltà nel riconoscere certi suoi errori e nel cercare alibi inesistenti. Certo, il nuovo allenatore, se ci sarà, avrà una bella gatta da pelare. Chi fantasticava Spalletti o Pochettino scenda a terra. Attualmente Firenze rischia la B. Bisogna tirarsi su le maniche e lavorare sodo. Per un po’ nuovo stadio e centro sportivo sarà meglio dimenticarseli.

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