Sull’orlo dell’abisso

di Duccio Magnelli

Un piccolo Torino, per distinguerlo bene dal Grande, batte una minuscola Fiorentina. Due squadre modeste, che hanno dato vita a una brutta partita, infarcita di errori (soprattutto da parte viola) e di falli. Ha vinto la meno peggio, che senza il centravanti titolare ha fatto segnare quello di riserva (che non la metteva dentro da un bel po’). La Viola i centravanti titolari li ha provati tutti e due, con scarsissimo successo, dimostrando che i giovani sono bellissimi nella loro spensieratezza ma che per il campionato di serie A ci vuole ben altro. L’approccio alla partita della Fiorentina è stato di una superficialità e di un’inconsistenza incredibili. Un primo tempo tra i peggiori dell’anno (abbiamo detto le stesse cose anche di altre partite. Quindi al peggio non c’è mai fine). Il Torino ha segnato solo un gol, su una leggerezza della difesa viola che ha lasciato Zaza (l’unico attaccante dei granata) a colpire di testa davanti alla porta vuota, dopo che Ansaldi si era bevuto senza trovare ostacolo la fascia sinistra di competenza. Nel secondo tempo la Fiorentina ha un sussulto, forse più per inerzia che per effettiva volontà. Ma ancora Ansaldi, che oggi sembrava Marcelo , ha raddoppiato con un tiro da fuori, questa volta dopo aver attraversato non solo la fascia ma tutto il campo senza trovare contrasto (nemmeno dal portiere). Nel finale la Fiorentina si è un po’ scrollata di dosso l’apatia e si è riversata (si fa per dire) nell’area avversaria. È entrato anche Pedro ed è uscito Vlahovic (noi li avremmo tenuti tutti e due levando un difensore anche solo per mettere un po’ di paura agli avversari). Il risultato è stato un gol di Caceres e un tiro di Chiesa deviato in angolo. Poco per giustificare un pareggio, che a nulla sarebbe servito in temini di punti ma che almeno avrebbe dato un pizzico di fiducia in vista dello scontro di domenica con la capolista. Invece adesso tutto si complica. Un punto in cinque partite è una media da retrocessione immediata, senza passare dal Via, con l’aggravante di avere giocato contro squadre non irresistibili, che qualcuno, all’inizio del campionato, considerava non all’altezza della Viola. Segno che c’era troppa fiducia in una rosa che, invece, si sta rivelando sopravvalutata e mediocre. Adesso che arrivano gli squadroni non sappiamo che cosa aspettarci. Altre due sconfitte con Inter e Roma e la retrocessione potrebbe diventare qualcosa di più concreto di un’idea balorda.

Il tecnico Montella, sull’orlo dell’abisso inteso come esonero ma che secondo Pradè sarà sulla panchina della Fiorentina anche nelle prossime due partite, dice che la Viola contro il Torino ha creato tre o quattro occasioni da gol. Anche solo per una dichiarazione del genere, del tutto irreale, andrebbe mandato via.

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