Black saturday

di Duccio Magnelli

Un sabato nero e la Fiorentina sprofonda nei bassifondi di se stessa. Sconfitta pesantissima, anche perché non entrava nell’ordine delle cose immaginabili. Meno male che a tirare su gli animi ci ha pensato il tecnico affermando che la squadra ha lottato con determinazione e che giocando così sicuramente prima o poi vincerà (speriamo). Il presidente è sulla stessa lunghezza d’onda, forse i due hanno concordato le dichiarazioni (possibilissimo), e ribadisce che i ragazzi hanno giocato un buon primo tempo e che non dovevano essere fischiati. “I tifosi se la prendano con me” ha detto Commisso un po’ seccato. Cosa che i tifosi non faranno, almeno per ora.

Non siamo d’accordo sul fatto che la Viola contro il Lecce abbia giocato bene. O meglio, forse non ha giocato male come a Cagliari e Verona (ma i pugliesi almeno teoricamente dovrebbero essere una delle squadre più deboli del torneo e poi si giocava al Franchi) ma il problema è che questa squadra non riesce a tirare in porta, cosa essenziale per fare gol. Nelle ultime tre partite non ricordiamo tiri nello specchio con interventi del portiere avversario. E dire che Montella con il Lecce ha messo in campo anche i due richiestissimi (dai tifosi) centravanti, Pedro e Vlahovic. Peccato che Chiesa fosse in tribuna e Ribery fosse uscito per infortunio (forse abbastanza grave, purtroppo). E i due ragazzi poco hanno potuto fare. Buona volontà, soprattutto da parte del serbo, mentre il brasiliano è rimasto molto ai margini del gioco (e dell’area di rigore). Giovani acerbi, che, con ogni probabilità, non sono ancora adatti a prendersi responsabilità molto più grandi di loro. Per il resto, sta subendo troppi gol anche la difesa. 21 reti in 14 giornate rappresentano il massimo dal 2004-05, anno del ritorno in A. Problema non da poco, visto che la retroguardia era il reparto migliore della squadra , fino a poche settimane fa. Probabilmente, molto è legato al fatto che non avendo attaccanti all’altezza, tutta la squadra è costretta a alimentare la fase offensiva (con scarsi risultati), lasciando ampi spazi alle incursioni avversarie (vedi i gol di Verona e Lecce, per esempio).

Le tre sconfitte consecutive pesano come macigni su una classifica che si sta facendo preoccupante. Anche perché il calendario di dicembre non promette niente di buono. Speriamo che proprietà e tecnico, al di là delle dichiarazioni di facciata, si rendano conto che la situazione potrebbe farsi seria. La nuova società immagina un futuro da grandi per la Viola. Stadio e centro sportivo nuovi e avveniristici. Ma adesso c’è un presente difficile e complicato, da non trascurare. Un presente che se mal gestito potrebbe pesantemente condizionare quello che verrà.

“La sconfitta è figlia delle bellezza del calcio”. Questa frase, molto d’effetto, è stata detta dal tecnico nella sala stampa del Franchi. Forse la Viola non meritava la sconfitta ma con gli elogi la classifica non va avanti. E sedici punti cominciano a essere davvero pochi. Presto, forse, per guardarsi le spalle. Ma cominciare a girarsi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: