Sprofondo viola

La Viola perde malamente a Verona, colleziona la seconda sconfitta consecutiva in trasferta e conclude il trittico non terribile con Parma, Cagliari e, appunto, Verona, con un solo punto. Sarebbe troppo facile dire media da retrocessione. E infatti non lo diciamo. Lo scriviamo solamente.

La Fiorentina gioca una bruttissima partita. Non tracolla come in Sardegna probabilmente perché il Verona non vale il Cagliari e per almeno quattro interventi decisivi di Dragowski. Per il resto la squadra ha dimostrato tutta la sua pochezza e modestia. Vero che mancavano i due terzi del centrocampo, che però a Cagliari era presente al gran completo con risultati disastrosi, vero che Pezzella è dovuto uscire dopo due minuti, colpito da un gomito vagante del veronese De Carmine. Ma le giustificazioni non reggono se valutiamo il comportamento della squadra, incapace di centrare in novanta minuti lo specchio della porta avversaria. Si sperava molto nel rientro di Ribery. Il francese ha fatto quello che ha potuto, ma se il destino di una squadra deve dipendere da un giocatore di quasi 37 anni ormai a fine carriera, significa che qualcosa nella campagna acquisti è stato sbagliato. Chiesa è stato lasciato in panchina perché, secondo il tecnico, mentalmente non in forma. Il problema è capire come sarà possibile gestire questa difficile situazione dalla società, dal tecnico e dallo stesso Chiesa. Qualche tifoso invoca la tribuna a oltranza per il giocatore. Ipotesi impraticabile per almeno due motivi: si impoverirebbe fortemente il capitale della società e il giocatore dovrebbe essere pagato, e non sono pochi soldi, regolarmente fino a fine contratto. La speranza è che tecnico (chiunque egli sia), giocatore e società si riuniscano intorno a un tavolo e decidano per il meglio. Almeno fino a fine stagione. Poi si vedrà.

Insomma, dopo Verona la situazione della Viola si è fatta ancora più complicata. Non sappiamo che cosa rischia adesso Montella. Il tecnico ha grosse colpe nel non essere riuscito a dare alla squadra grinta e intensità ma è certo che anche i giocatori hanno dimostrato di non avere un cuore da leoni. Preoccupa soprattutto la mancanza di reazione dopo i gol di Cagliari e dopo il gol di Verona. La squadra ha continuato a trotterellare, denunciando, forse, anche una certa non brillante condizione fisica. Tra l’altro, la Viola è attesa adesso da un calendario difficile. Ammesso che, in una situazione del genere, esistano partite facili.

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