Il tacco di Simeone

La Fiorentina esce umiliata dallo stadio di Cagliari. Un pesantissimo 2 a 5, reso ancora più sconfortante dal gol di tacco di Simeone, forse la fase più triste e malinconica di una gara in cui la Viola mai è stata in partita, soverchiata e annichilita dalla squadra avversaria, tra l’altro costruita in parte con prestiti e scarti degli altri. Olsen dalla Roma, Luca Pellegrini dalla Juventus, Simeone dalla Fiorentina e Nainggolan dall’Inter. Non ci sono note liete nella partita della Viola. Nemmeno la doppietta di Vlahovic, arrivata sullo 0 a 5, a partita ormai estinta e quindi con il forte sospetto di una vacanza mentale della difesa avversaria. Drammatico, calcisticamente parlando, il comportamento del centrocampo. Pulgar, Castrovilli, Badelj e i due esterni hanno perso rovinosamente il duello con gli avversari di reparto. I primi due salteranno Verona per squalifica (con chi sostituirli?). La difesa ha latitato e in novanta minuti ha praticamente dilapidato un (presunto?) patrimonio di solidità. L’attacco non è esistito. Chiesa è parso nervoso e litigioso oltremisura. Polemico con la terna arbitrale, anche sullo 0 a 5 (ma che senso ha rischiare? Il ragazzo non è tranquillo, è evidente). Vlahovic ha segnato due gol, ma, come detto, a partita praticamente finita. Forse avrebbe bisogno di qualche incoraggiamento in più. Montella non ha sbagliato la formazione, l’unica possibile. Ma non sembra aver installato nei giocatori le giuste motivazioni per una gara così difficile. Forse ha pericolosamente sottovalutato il Cagliari. La squadra è apparsa, infatti, poco concentrata, poco umile, quasi presuntuosa. Ha preso tre gol in trentaquattro minuti senza minimamente reagire. Ne ha presi altri due nella ripresa e solo allora ha tirato fuori le unghie (si fa per dire). Uno dei compiti del tecnico di una squadra è far capire alla squadra stessa le difficoltà di una partita e dare le giuste indicazioni per affrontarla. Già dall’inizio si capiva che c’era qualcosa di strano. Nei primi cinque minuti i giocatori viola non hanno praticamente toccato palla e Simeone ha sbagliato un gol quasi fatto. Scelta tattica di lasciare agli avversari il campo e ripartire in contropiede? Per come è finita la gara scelta clamorosamente sballata.

Restiamo dell’opinione che questa squadra non ha grandissime qualità. Poche alternative valide ai titolari, qualcuno dei quali si sta dimostrando sopravvalutato.

Il direttore sportivo dice che non è preoccupato e che questo sarà un anno di transizione e costruzione. Nel calcio di oggi gli anni di transizione sono molto pericolosi. Se non si va in Europa si rischia di perdere appeal e di non essere abbastanza attraenti per i futuri grandi giocatori. Questa sconfitta va considerata un campanello d’allarme. Speriamo che chi di dovere abbia l’udito sufficiente per ascoltarlo.

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