L’importanza dei calci da fermo

La Fiorentina vince con l’Udinese attuando il piano B, quello da mettere in campo quando i due diavoletti davanti non sono in grande giornata. I calci da fermo, una risorsa secondo noi importantissima in questa stagione, soprattutto perché in squadra c’è un giocatore, Pulgar, molto abile nel tirare rigori, punizioni e corner. Il gol della vittoria, infatti, è scaturito da una punizione deviata in calcio d’angolo da un difensore bianconero. Il corner Pulgar l’ha messo sulla testa di Milenkovic che, come Pezzella con la Sampdoria, ha sbloccato il risultato lanciando la Viola nelle praterie dell’alta classifica. Certo, perché gli undici punti in graduatoria mettono Montella & c. a ridosso delle prime, una situazione che fino a un paio di settimane fa sembrava da pazzi solo immaginare. Abbiamo detto delle difficoltà di Ribery e Chiesa. Il francese è sembrato tirare un po’ il fiato (normale, dopo tanto correre), anche se qualche numero l’ha comunque fatto vedere, mentre Chiesa è parso talvolta incaponirsi troppo nella soluzione personale, senza guardare verso compagni meglio piazzati (e ha anche sbagliato un gol davanti al portiere). E quindi in giornate come queste in cui gli attaccanti fanno fatica (anche perché gli avversari concedono poco spazio e la Fiorentina non ha una vera punta centrale), fondamentale è la presenza di giocatori capaci di togliere le castagne dal fuoco, con calci piazzati tirati, finalmente, a dovere. Da segnalare l’ottimo prova di Caceres, l’altro dei vecchietti terribili che stanno cambiando il volto a questa squadra. Il terzo giocatore di una certa età acquistato quest’anno, Boateng, sta, invece, un po’ languendo in panchina. Speriamo di sbagliarci, ma ci sembra fare molta fatica rispetto agli altri.

Molti occhi puntati su De Paul, giocatore inseguito in estate dalla Fiorentina (e di cui Commisso, si dice, sarebbe ancora in caccia). Non ci ha entusiasmato. A noi personalmente le cifre di cui si parlava parevano eccessive. Trenta milioni di euro, una volta, erano molti soldi e si spendevano per giocatori in grado davvero di cambiare il volto delle squadre. Evidentemente i tempi sono cambiati. Certo, se Commisso vuole spenderli non abbiamo nessuna obiezione. In fondo, sono soldi suoi. L’argentino non sarà un fenomeno ma può fare, comunque, molto comodo.

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