Momenti di gloria

Se vincere in trasferta a San Siro è difficile, ancora più difficile è vincere dominando l’avversario, Milan o Inter che sia. Da domenica 29 settembre 2019 la lista dei pochi che ci sono riusciti si arricchisce di un altro nome, quello di una squadra che fino a qualche settimana fa sembrava destinata all’oblio, con un allenatore che gran parte della tifoseria aveva ormai condannato all’esilio. La Fiorentina e Montella, perché di loro stiamo parlando, hanno dimostrato che il calcio è materia ben poco esatta. Ma, nello stesso tempo, è materia che ha una sua logica incontrovertibile. Si vince quasi sempre individuando i propri pregi e sfruttando i difetti degli altri. Nella Fiorentina di domenica sera i pregi erano innumerevoli, ma anche i difetti dell’avversario, il Milan di Giampaolo, erano parecchi. Sono bastati pochi minuti per capire che la partita stava prendendo una piega favorevole alla Viola. A centrocampo i rossoneri hanno cominciato quasi subito a sbagliare. Facile è stato per Ribery infilarsi nell’ennesimo errore e dare il via all’azione del rigore. Da lì è stato un crescendo rossiniano, una vera sinfonia per Ribery e orchestra. Il Milan non è mai riuscito a centrare la porta di Dragowsky, a parte un tiro da lontano di Suso ben parato e il gol a partita ormai finita di Leao, mentre la Viola ha maramaldeggiato per novanta minuti. Dire che non c’è stata partita sembra riduttivo. Nel secondo tempo l’espulsione di Musacchio per fallaccio su Ribery (c’è sempre lui nel mezzo!) chiudeva definitivamente una gara che, in effetti, mai è stata aperta. Il gol del “vecchietto” francese, e la successiva standing ovation del pubblico milanista, almeno di quello rimasto perché molti erano già andati via, dimostrano che le galline, anche se vecchie, fanno dei brodi eccellenti.

Per il resto, c’è da segnalare il primo gol in serie A di Castrovilli (ormai da Nazionale) e il rigore sbagliato da Chiesa. Troppo emotivo il ragazzo, nell’incaponirsi a voler segnare per forza.

La speranza, adesso, è che nessuno di quei magnifici undici si faccia male o si faccia squalificare. Perchè il dubbio è che dietro di loro non ci sia altrettanta qualità.

Ultima annotazione per San Siro. Se a Milano lo buttano via, facciamocelo incartare e portiamolo qua. Con pochi ritocchi, abbiamo lo stadio nuovo. E che stadio.

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