Il Restauro del Tabernacolo dell’Arcolaio

Un bellissimo articolo in cui Maria Cristina Calamai ci parla del restauro della Samaritana al Pozzo.

La lunga e tribolata storia di questo tabernacolo la sappiamo già, grazie agli articoli di Chiara Giovannini e Giovanni Abbazzi pubblicati sul blog qualche tempo fa.

Oggi vorrei invece raccontare come, nel 1969, avvenne il restauro dell’immagine sacra in esso contenuta : “ La Samaritana al pozzo”. L’amica Simonetta, figlia di Cesare Benini, il pittore incaricato a suo tempo del restauro, mi ha gentilmente messo a disposizione foto e reportage scritti dal padre che narrano i vari passaggi del restauro stesso.

Negli anni ’60 esisteva un comitato: “ Comitato per l’estetica cittadina” nato e sorretto dall’allora Sindaco di Firenze Piero Bargellini. Fu proprio quest’ultimo a commissionare al Benini il restauro dell’opera.

La Samaritana al pozzo era un affresco attribuito a Domenico Rosselli che si trovava nel chiostro di Santa Maria Maddalena dè Pazzi che fu staccato negli anni ’60. In realtà, non poteva essere Domenico l’autore bensì Matteo Rosselli stante un divario d’età non compatibile con l’esecuzione dell’opera stessa. Dalle tracce residue di questo dipinto Cesare Benini trasse un lucido che, con ampie rielaborazioni, costituì poi il cartone per il nuovo affresco, reinterpretando l’originale del Rosselli per riadattarlo alla nuova collocazione nel tabernacolo di via dell’Arcolaio, staccato e ricostruito appunto negli anni ’60.

Il lavoro risulta complicato giacchè il disegno originale era a sviluppo orizzontale mentre l’utilizzazione della Pala del tabernacolo era a sviluppo verticale. Pertanto era necessaria una riduzione in senso orizzontale e un allungamento in senso verticale. Confrontando infatti le foto dell’originale con quelle del restauro si notano differenze per esempio nel paesaggio rappresentato. Tutto ciò venne eseguito sui resti dello scialbo del colore di cui quasi niente era rimasto. Non tutto si vedeva specialmente nella parte bassa delle figure a causa dell’intonaco fatiscente che, nello strappo dell’affresco, avevano seguito il colore. Furono fatte numerose fotografie a colori dell’originale e, grazie a queste e dalle poche incisioni rimaste, fu ridisegnato ogni particolare. I restauratori non potevano essere guidati dall’affresco originale ma solo dalle riproduzioni fotografiche di piccole dimensioni. I panneggi degli abiti, i chiaro scuri, il paesaggio, venne attentamente ricostruito attraverso sovrapposizioni perché: “ il criterio era di realizzare una pittura che fosse consumata come un originale, restaurata archeologicamente nelle minute cadute di colore”

Basandosi sulle particelle delle varie sovrapposizioni , furono ricostruiti: “ attraverso prove di genuinità dei chiaro scuri per ogni tipo di panneggio, incarnati cielo e terra, alberi e ogni altro elemento: in sostanza vari tipi di “pentoli” come si dovesse eseguire ad affresco, cioè per sovrapposizioni”.

Un lavoro lungo, accurato, minuzioso che restituì a nuova vita un bellissimo tabernacolo che stava per essere irrimediabilmente perduto. Negli appunti del pittore Cesare Benini, viene anche riportata la fattura con la richiesta del pagamento per il lavoro svolto: Lire 45.000. ( non so valutare adesso se fosse molto o poco, considerata che l’emissione data 7 Aprile 1969).

A tutt’oggi questo tabernacolo necessita di essere nuovamente restaurato perché sono ben visibili le tracce del tempo, perché nessuno se ne cura e, pare, ancora non concluso l’iter che ne dovrebbe sancirne il passaggio al Demanio e successivamente in comodato d’uso alla Parrocchia di Santa Maria a Coverciano.

Ci passo ogni mattina davanti e ogni giorno mi chiedo: “ Ma quando? Il tempo passa, si susseguono giorni, stagioni e questo patrimonio del quartiere rischia moltissimo. Ciascuno di noi, lo so, è pronto a dare una mano anche in termini operativi ma contro la lentezza burocratica poco si può.

So che questo tabernacolo, insieme ad altri, compare nella lista di quelli da restaura da parte COMITATO PER IL DECORO ED IL RESTAURO TABERNACOLI dove leggo:

Tabernacoli di cui è previsto il restauro

  • Via Chiara ang. Via Panicale
  • Piazza San Lorenzo ang. Borgo San Lorenzo
  • Via delle Brache, 1
  • Via dell’Arcolaio ang. Via del Pino
  • Via R.Giuliani ang. Via della Querciola

Li contatteremo al più presto.

Grazie per le preziose informazioni e per le foto a Simonetta Benini e suo marito Giancarlo.

Maria Cristina Calamai.

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