Sirio Midollini

Un bellissimo ed interessantissimo articolo della nostra Maria Cristina Calamai su un grande artista del Campo di Marte

Cioò che racconto oggi è frutto di un incontro casuale.

Sabato scorso, passeggiando per via delle Cento Stelle, mi sono soffermata a guardare la nuova scuola Dino Compagni e, a voce alta ho esclamato : ” Però è venuta proprio bene questa scuola!” . La signora che stava al mio fianco risponde “ E dovrebbe vederla dentro…bellissima!” Così è iniziato il nostro dialogo e la signora mi ha detto di averla visitata già perché a quella scuola ha fatto una donazione, sì, un quadro del marito scomparso, il pittore Sirio Midollini. Io, sensibile all’arte pittorica ho chiesto di più e la signora Franca, gentilissima, mi ha invitata a casa sua dove abbiamo parlato a lungo.

Sirio Midollini è stato un pittore fiorentino nato e vissuto sempre al Campo di Marte, fra via Maroncelli, via delle Cento Stelle, p.zza Fardella.

Si sono conosciuti giovanissimi e sposati nel 1958. Insieme hanno condiviso la passione per la pittura. Il talento del marito si è espresso fin da giovanissimo andandosi consolidando nel corso degli anni, non sempre facili per chi con l’arte deve anche sfamarsi. Non si sono arresi mai e, col tempo, sono arrivati anche i riconoscimenti, i premi vinti,insomma le soddisfazioni.

Franca mi racconta di essere particolarmente affezionata al quadro della scuola che si intitola “Periferia” e ritrae il torrente Affrico ancora scoperto mentre sullo sfondo si intravedono gruppi di case che a quell’epoca ( 1958) ancora non c’erano, ovvero l’immaginaria ma profetica cementificazone che verrà.

Quel quadro, mi dice, è sempre stato là, nello studio in p.zza Santa Croce, lo ha sempre veduto e, quando ha contattato il Sindaco riferendogli dell’intenzione di donarlo alla scuola, lo ha fatto con grande slancio e senza rimpianti nella convinzione che quello sarebbe stato il luogo giusto affinché molti, ma soprattutto i giovani, conservassero la memoria storica del loro quartiere “Com’era” e ricordassero chi quel quadro aveva creato.

La signora Franca mi racconta dell’amicizia con Gavino Ledda per il tramite dello scrittore poeta, saggista e giornalista fiorentino Franco Manescalchi. Ricorda le tante estati in Sardegna, in compagnia di Ledda al quale Midollini dedica moltissimi ritratti. Franca e Sirio sono affascinati dalla Sardegna e dalla gente sarda. Loro la hanno vissuta negli anni in cui “Sardegna” non significava “Costa Smeralda”, la hanno ammirata molto prima, la Sardegna vera, libera dalla cementificazione successiva. Nei tanti quadri di Midoliini la si può ammirare quella Sardegna e nel guardarli ti pare di sentirne i suoni, gli odori, i sapori, la verginità dei luoghi, delle spiagge bianche.

C’è anche un altro episodio che Franca ama raccontare.

Un comune amico dei coniugi Midollini, a Firenze per motivi di studio, è il cognato dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Egli riferisce al Presidente delle bellissime opere di Midollini: “Come?” Esclama Pertini,” Tu le hai ed io neppure una?”,” Sirio sarà ben felice di offrirne una anche a te” rispose il cognato. “Bene, ma la voglio scegliere io stesso”. Così il Presidente si recò allo studio del pittore e , fra le tante, ne scelse una ritraente un pastore sardo davanti ad una tavola spoglia di tutto con solo una pagnotta di pane nel centro. “Perché scelgo questa? Perché mi ricorda gli anni della mia galera” rispose il Presidente. Quel quadro venne appeso nell’appartamento ( piccolo) dove Pertini abitava a Roma e, alla sua morte, donato al museo Sandro Pertini di Imperia.

Sirio Midollini dipinse anche un pannello sul muro di recinzione della piscina Costoli : “Campo di giaggioli con pallone.” Quel pannello fu poi rimosso per far spazio ad una nuova costruzione, depositato in un magazzino e mai più ritrovato. Un vero cruccio per la signora Franca particolarmente affezionata a quell’opera disegnata per il quartiere.

Bellissima la mostra, del 2009, presso la biblioteca marucelliana “ Sirio Midollini . Opere e libri da lui illustrati” un omaggio a questo artista fiorentino dalla grande espressività pittorica, dove viene messo in evidenza un patrimonio bibliografico fra parole e immagini, un panorama umanistico rappresentato dai libri e dai loro scrittori dove sia all’interno che in copertina emergono le immagini di un artista che amava fortemente la poesia e che riusciva a trasformare la vita stessa in poesia attraverso i colori e le forme. Del resto egli era amico di molti letterati: Alfonso Gatto, Piero Bigongiari, Gavino Ledda, Franco Manescalchi solo per citarne alcuni e nelle edizioni delle loro opere compaiono sempre gli interventi di Midollini.

Sirio non è però un illustratore, è un pittore che sa esprimersi utilizzando più tecniche, dal carboncino alla xilografia, l’acquaforte, l’acrilico, l’olio ovviamente e, nelle ultime opere,utilizzando più materiali, compone opere in rilievo.

Va ricordato che Sirio Midollini venne scoperto da Ottone Rosai che, osservando alcune delle sue prime opere, ne intravide subito le grandi potenzialità pittoriche incentivandone il percorso artistico.

Nel corso della sua lunga e prolifica carriera artistica, Midollini ha esposto in moltissime prestigiose gallerie in Italia e all’estero, ha preso parte , per un certo tempo, al Gruppo Donatello per poi diventare un esponente di spicco del neorealismo. Insieme a Bruno Pecchioli, Xavier Bueno, Piero Tredici, Leonardo Papasogli e Manfredi Lombardi fondò il movimento ‘Nuova Corrente”.

Un grande artista del nostro Campo di Marte dunque e così, come avrebbe voluto lui, ancora e per sempre presente qui, grazie a quel quadro che sua moglie ha voluto fosse all’interno di una scuola.

Grazie signora Franca, grazie di cuore per tutto.

Maria Cristina Calamai.

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