Viola appassita in attesa di rifiorire

Inizio di campionato difficile, per la Viola. La speranza, anzi la certezza, era che la proprietà avrebbe scucito un bel pacchetto di euro per portare a Firenze, De Paul, Berardi, Politano e Ibrahimovic. Magari non tutti, ma almeno un paio, a scelta sua. Insomma, le sconfitte con Napoli e Genoa, la seconda davvero bruttina, non avevano scosso più di tanto la tifoseria. Tanto sicuramente la proprietà sarebbe intervenuta sul mercato, rimpolpando alla grande una rosa un po’ anemica. Peccato che le cose siano andate un po’ diversamente. Forse il commercialista ha imposto a Commisso di stringere i cordoni della borsa. O forse le trattative non erano così avanti come molti credevano. Resta il fatto che i nomi di Ghezzal e Duncan (gli ultimi arrivati) profumano di delusione. Forse solo il brasiliano Pedro ha fatto drizzare le orecchie a qualcuno. Noi non lo conosciamo, ma gli auguriamo tutto il bene possibile. L’incognita è il suo stato fisico, vista la recente rottura del legamento crociato, che gli ha negato un possibile approdo al Real Madrid. Ma tutti ne dicono un gran bene e quindi ci fidiamo ciecamente di chi, apparentemente, ne sa più di noi. Certo che Pedro avrà sulle spalle una responsabilità enorme. Le cessioni di Simeone e Muriel, forse non due fenomeni ma comunque due attaccanti che ogni tanto qualche gol lo facevano, hanno aperto un buco nella prima linea viola. Adesso tutto è affidato a Boateng, Vlahovic, Ribery e al giovane brasiliano. Se la squadra nel cambio ci ha guadagnato o perso lo vedremo in futuro. Di sicuro quando incontreremo Cagliari e Atalanta non ci sarà da stare tranquilli.

Tornando al campo, che poi è l’unico vero giudice, la sconfitta con il Napoli era stata, in fondo, giustificata dalle malefatte arbitrali e i gravi errori difensivi non erano stati sufficientemente analizzati (secondo noi nemmeno dall’allenatore). A Genova, invece, la squadra ha mostrato limiti preoccupanti, che dovrebbero far suonare più di un campanello d’allarme. A Firenze la tifoseria chiede già la testa del tecnico, che, ricordiamo, non vince da tempi biblici. Di sicuro Montella mostra qualche limite nel riuscire a far capire ai suoi giocatori la fase difensiva (e qualcuno già vocifera che in questo Gattuso sia, invece, bravissimo). Di sicuro Montella quest’anno difficilmente potrà contare su un Chiesa del tutto sgombro mentalmente. Di sicuro Montella non può più sbagliare, da ora in poi. Anche perché, secondo noi, nel calcio di oggi, se vuoi contare qualcosa, non puoi permetterti troppi anni di transizione. Perdere un’altra volta il treno per l’Europa allontanerebbe Firenze dal grande calcio. E Commisso è venuto qui non certo per vivacchiare. Anche se il prossimo avversario si chiama Juventus.

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