Buon viaggio, Fiorentina

di Duccio Magnelli

La Fiorentina riparte da Moena. Almeno per quest’anno la sede del ritiro estivo non è cambiata, vista anche l’impossibilità di rescindere i contratti già stipulati dai Della Valle. Per il prossimo anno si vedrà, magari la nuova proprietà americana deciderà di trasferirsi sulle Montagne Rocciose o sui Monti Appalachi, per restare nel giardino di casa. A meno che Commisso, in un nostalgico ritorno al passato e all’infanzia, non voglia portare tutti sulla Sila o sull’Aspromonte. Comunque, come detto, per quest’anno, si ritorna nel ridente paese trentino.

Qualche piccola grana già si profila però all’orizzonte. Da metà luglio, più o meno, parte del gruppo attraverserà l’Atlantico per giocare un torneo estivo negli Stati Uniti, partecipazione fortemente voluta dalla proprietà soprattutto per ragioni commerciali e di marketing. Quindi la parte di calciatori in grado di giocare (ammesso che arrivino a undici) lascerà Moena e nel ritiro rimarranno gli altri, forse anche parte dei famosi esuberi di cui ha parlato Pradè nella recente conferenza stampa. Tutto appare, adesso, un po’ nebuloso, anche perché non è ben chiaro quanta preparazione avranno nelle gambe gli abili arruolati per il torneo USA. E come passeranno il tempo quelli rimasti in ritiro. E, soprattutto, cosa diranno i tifosi saliti a Moena che invece di Simeone e Chiesa, vedranno magari Eysseric e Cristoforo. Comunque, siccome nessuno dubita delle capacità logistiche della nuova società, di sicuro tutto sarà stato studiato in maniera capillare a tavolino e niente sarà stato lasciato al caso. Tra l’altro, c’è stato grande apprezzamento alle parole del direttore sportivo Pradè quando ha detto che Commisso non gli ha chiesto solo plusvalenze, parola magica nella gestione precedente, ma anche qualche minusvalenza. Cioè, in soldoni, gli esuberi leviamoceli di torno anche rimettendoci. Certo, Pradè dovrà sfoderare tutte le sue arti magiche per provare a guadagnarci con i nomi che si sentono in giro e che tutti credevano in gran parte trasferiti in altri lidi. Ma la fiducia su Commisso & c. è, come detto, tantissima e la vendita degli abbonamenti va a gonfie vele. Vero che anche l’anno scorso si staccarono tante tessere, ma il dubbio che quella più che fiducia fosse disperazione.

Comunque, è probabile che il vero salto di qualità ci sarà l’anno prossimo. Questa sarà più che altro una stagione di conoscenza e di transizione, parola che qualche anno fa avrebbe fatto accapponare la pelle ma che oggi suona come musica per le orecchie dei tifosi viola. Transizione non verso il nulla ma verso un futuro sicuramente glorioso.

Buon viaggio, Fiorentina!

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