Il Luogo dei Sogni

Paolo Sorelli ci riporta indietro nel tempo. In un posto che è rimasto nel cuore di tante persone.

  IL LUOGO DEI SOGNI

Quando, ormai trent’anni fa, il film di Tornatore, NUOVO CINEMA PARADISO, vinceva l’oscar, tutti noi, specialmente chi è nato negli anni Ruggenti delle sale cinematografiche e, soprattutto, prima dell’avvento delle TV a colori, si è rammentato sicuramente del proprio “Cinema Paradiso”.
Un locale dove, da piccoli, potevamo vedere i nostri cartoni animati la domenica mattina, vedere i nostri piccoli grandi eroi ed eroine sul Grande Schermo. Ognuno, dicevo, ha il proprio “luogo dei sogni” che ricorda con struggente tenerezza e si ricorda di un bacio sensuale che lo turbò, come succede a Totò il protagonista del film, autobiografico, del regista Tornatore.
Il Mio “Luogo dei sogni” al Campo di Marte era il CINEMA STADIO.
Ricordo che ci andai (senza saperlo ) a vedere un film proprio l’Ultimo giorno di apertura del locale, in un pomeriggio piovoso nell’inverno del 1981. Si trattava del film americano del 1979 SINDROME CINESE con Jane Fonda, una vecchia gloria del cinema Jack Lemmon ed un giovanissimo Michael Douglas. Lemmon vinse anche la Palma d’Oro a Cannes per quella interpretazione. Quando andai a vederlo io, al cinema Stadio era già scalato in seconda visione da parecchio tempo. Non sapevo che fosse l’ultima volta che incontravo quella maschera che mi strappava il biglietto; quel signore smilzo con la brillantina nei capelli e la sua uniforme che pareva una montura da ufficiale dell’aviazione. Ci rientrai, qualche anno dopo la sua chiusura, per andare a ballarci nella discoteca ELECTRIC CIRCUS nata sulle sue ceneri, che durò il tempo di una stagione e, poi, richiuse di nuovo i battenti anche quella.
Quindi, nell’inverno del 1981, chiuse per sempre il posto dove, ognuno di Noi del Campo di Marte e di Firenze, avrà avuto centinaia di ricordi, legati a film ed a periodi della propria vita collegati a Quel locale dentro o fuori di esso, come nel film premiato da Hollywood.
I Miei ricordi personali con Il Cinema in generale hanno un inizio certo : 1967 anno di produzione del lungometraggio di Walt Disney IL LIBRO DELLA GIUNGLA.
Ho un ricordo primordiale con Quel Cinema Stadio e si riferisce alla Mia Prima Volta in assoluto che ci entrai, per la mano di mio babbo, quando mi ci portò a vedere Il capolavoro di Walt Disney. A quei tempi, si poteva entrare a film iniziato e così facemmo io e il babbo, rimanendo un po’ in piedi fin quando non si liberò un posto per Noi due di qualcuno che, era arrivato al punto già visto a sua volta. Il film che stava riscuotendo ( come TUTTI i lungometraggi a cartoni animati della Walt Disney production ) un grandissimo successo era veramente godibile e, stuzzicava la fantasia di noi piccoli fruitori di tali spettacoli a cartoni animati i quali, erano rarissimi da trovare e da vedere nelle nostre TV in bianco e nero.
Quei personaggi così belli tutti quegli animali parlanti, colorati ed esotici mi fecero rimanere con gli occhi incollati allo schermo a bocca aperta dallo stupore della mia “prima Volta” al cinema! Entusiasmante per me, un po’ meno per Lui, povero Babbo però…solo dopo LA TERZA VOLTA che glielo facevo rivedere mi portò via di peso!
Sempre Insieme a mio babbo, poi, negli anni ‘70, in quel luogo di spettacoli a buon mercato, mi piace ricordare i Pomeriggi dove mi portava a vedere film importanti del passato. Ricordo, tra gli altri : I CANNONI DI NAVARONE, I DIECI COMANDAMENTI, BEN HUR, SINUE L’EGIZIANO, LA GUERRA DEI MONDI ( prima versione ), I MAGNIFICI 7, UN UOMO TRANQUILLO, LA GRANDE FUGA ed i mitici “spaghetti western” di Sergio Leone con le musiche di Ennio Morricone PER UN PUGNO DI DOLLARI e PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ.
In quegli anni poi, esplodevano, sull’onda dei sopracitati spaghetti western, i due attori che avrebbero formato una coppia fissa per anni ed anni : Bud Spencer e Terence Hill! Assistetti anche all’esordio come protagonista di Bruce Lee con L’URLO DI CHEN TERRORIZZA ANCHE L’OCCIDENTE con una lotta memorabile a colpi di kung-fu contro, addirittura, Chuck Norris all’interno del Colosseo! Ma anche capolavori come MOBY DICK, oppure il trittico di Jules Verne VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI, VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA e IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI.
A parte, poi, parlare dei baci scambiati in Quel Luogo, con le fidanzatine di turno, durante gli anni ‘80 quando andai a “vedere” film che purtroppo non ricordo né titolo né trama ( chissà perché…)!
Vabbè uno sarà stato sicuramente IL TEMPO DELLE MELE ma Cambiamo discorso che è meglio, vai!
L’arena estiva era un bel giardinetto dove, in tempi recenti, ci avevano anche aperto un ristorante vegetariano. All’arena estiva del cinema Stadio, come negli altri, c’era Un aria di festa ed una magia diversa da quella della sala principale al chiuso. Il sonoro che riecheggiava sperdendosi nell’aria estiva profumata di lupini e addormentasocere era inebriante; molto bello anche lì andarci a vedere dei musical come GREASE o HAIR ma, anche, drammatici o di tendenza come ARANCIA MECCANICA o I GUERRIERI DELLA NOTTE insieme al mio grande amico Aldo!
Anch’io mi mettevo spesso a fantasticare, guardando la luce del proiettore che, scaturiva dalla finestrella del macchinista e si dirigeva sul grande schermo, proiettandomi all’interno della scena d’amore oppure d’azione o della scena commovente fino al punto di farmi spuntare le lacrime mentre, altre volte, mi faceva ridere a crepapelle! Ricordo di essere caduto, ridendo, dal seggiolino ribaltabile del cinema durante l’esilarante scena del pranzo ne IL VIZIETTO con Ugo Tognazzi e Michel Serrault ma anche durante gli schiaffi alla stazione di AMICI MIEI!
Tanti e tanti altri ricordi di Quel Tempio della Settima Arte casereccio, che era proprio di fronte alla curva Fiesole dello Stadio Comunale dove, adesso, c’è stato costruito un casamento anonimo, facendo fare al MIO CINEMA STADIO la stessa fine di un altro glorioso cinema Fiorentino L’UNIVERSALE, anch’esso carico di storie e racconti da farne scaturire a sua volta un film : L’UNIVERSALE appunto, al quale ho avuto l’onore di partecipare come semplice comparsa dove, impersonavo proprio il Mio personaggio : lo spettatore in sala.

Paolo Sorelli

Foto dal sito La Repubblica

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