Così, nasce un padre….

Valentina ci porta nella sua vita con un bellissimo scritto dedicato ad un padre speciale…

Quante volte ho sentito dire che nei primi mesi di vita i padri sono inutili, non capiscono, non fanno, non sanno.Mi hanno detto e ridetto, da sempre, che un uomo ci mette molto più tempo di una donna a realizzare di avere un figlio, di doversene prendere cura. E per la donna invece è tutto più istintivo, più naturale.


È una questione di pancia, di pelle, di cuore. Io non so, quanto ci sia di vero in tutto questo. 


So solo che nel mio caso, è stato tutto diverso.


Io credo che, tu ti si sia sentito padre già quella sera di settembre.
Credo che quel tuo sorriso, quella sera fosse già pienamente consapevole.E quella consapevolezza l’avevi nel cuore, forse ancor prima di me. Perché durante la prima ecografia, mentre io tremavo, tu stringevi forte la mia mano e volevi vedere, volevi sentire.
Perché prima di ogni visita dove hai potuto essere presente, salivi le scale saltando 4 gradini per volta, perché non vedevi l’ora di arrivare. Per memorizzare sul cuore quel centimetro in più, quella manciata di grammi in più.Perché fissavi quell’ecografia, pensando al nostro futuro, a tutti i nostri sogni e i nostri mille progetti, dove magicamente, la Viola era la priorità, il centro.


Tutti i tuoi pensieri ruotavano già attorno a Lei, che ancora cresceva in me, ma era già il sole attorno al quale ruotavano i mille pianeti che tu avevi nel cuore. Ti sentivi già pienamente padre, ogni volta in cui io mi guardavo allo specchio fissando tutto ciò che in me si stava trasformando e tu, ti avvicinavi per accarezzarmi con una mano il viso, con l’altra la pancia. 
Perché capivi il vortice di emozioni che mi volavano dentro, e col tuo tocco protettivo e delicato, sembrava rimettere tutto a posto. Ogni pensiero, ogni sensazione.
Ti sentivi già padre, quando la sera, sussurravi saluti e frasi all’altezza del mio ombelico.


Non hai dovuto aspettare, non hai dovuto metabolizzare, non hai voluto tempo per capire, per abituarti all’idea.Mi hai insegnato tanto in quei 9 mesi. Mi hai dato tutto il tuo sostegno, il tuo appoggio, il tuo calore, il tuo cuore. Mi hai insegnato a prendermi più cura di me stessa e ti sei preso ancor più cura di me, di noi, senza esitare, in modo naturale.
Ti sentivi già padre, quando quella mattina, con le prime luci ti ho salutato mentre andavi al lavoro, dicendoti che forse era davvero arrivato il momento.

Ti sentivi già padre, quando mi stringevi forte le mani, mentre urlavo e cercavo di far venire fuori il nostro miracolo. 
Stringevi le mie mani come si stringono forte i sogni, le speranze, le cose belle.
Stringevi le mie mani con la consapevolezza dell’importanza del tuo ruolo, perché io davvero senza di te non avrei mai avuto tutta quella forza lì. 
Io il dolore lo sopportavo perché il tuo viso mi diceva: io sono qui, e tu sei forte e ce la farai.

Viola appoggiata sul mio petto, le mie lacrime e tu…padre più che mai, partecipe più che mai.


A te non sono servite delle ore o dei giorni, tu l’ha cullata, quella prima notte, in un modo così naturale…. come se non avesse fatto altro nella vita, che prepararti a quel momento.

Vederti partecipe e complice, mi ha riempito il cuore, fin da subito. E poi quei primi mesi, che per una mamma sono così impegnativi.
Lo sono un po’ meno, quando c’è un padre.

Non un padre che fa finta di non sentire, di non vedere. 
Ma bensì un padre che cambia pannolini ogni notte nonostante la sveglia del mattino sia sempre più incombente, ed una giornata di lavoro lo aspetta.
Un padre che ogni sera le regala parole dolci senza fine, con gli occhi mezzi chiusi e l’anima totalmente aperta… per far entrare più amore possibile, sempre di più.
Un padre che accarezza, sussurra, silenziosamente protegge, si meraviglia, si limita a volte, si perfeziona, migliora, si lascia trasportare da tutte quelle emozioni che ti tolgono il fiato e aggiungono leggerezza e gratitudine ad ogni attimo di vita insieme.

Ed io non smetterò mai di ringraziarti per tutte queste mille attenzioni, i mille sorrisi, i mille sguardi complici. I mille sacrifici, i mille impegni e le mille promesse. Le mille notti in bianco, al mio fianco… e poi, le mille risate insieme, quando consapevolmente ci rendiamo conto che INSIEME lo sforzo è minore, la soddisfazione per ogni piccola conquista, è maggiore.
Grazie, perché il tuo essere fin da subito consapevolmente padre, ha reso me una donna e una mamma più forte, più orgogliosa ed immensamente più felice

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