Osservare….

Una scena di vita quotidiana attraverso gli occhi della nostra Valentina

Li trovo spesso, in autobus. Vanno a scuola e stanno insieme. Due adolescenti di oggi: zainetti microscopici, pantaloni strappati e giubbotti troppo leggeri per l’inverno troppo freddo…ma si sa che la moda detta le leggi fregandosene altamente delle stagioni e delle temperature che ci sono fuori. Frequentano due scuole diverse perché lei scende un paio di fermate prima.
C’è l’attimo del saluto prima che le portiere siano aperte. Saluto che è sempre uguale giorno dopo giorno:il bacio leva-fiato.
Io spio, come gli anziani che spiano i cantieri. E sono teneri, come solo i ragazzi di quell’età possono essere.
Si prendono il viso tra le mani e sbattono i loro nasi entrambi con un piercing piccolo e colorato, per rubare l’aria uno dalle narici dell’altro.
Lei ha gli occhiali. Forse un po’ troppo spessi per il suo viso minuto, ma le donano un’aria dolcemente malinconica. Occhiali che si appannano.
Ci potrei scrivere “ciao”, farci disegnini scemi o fare tanti di quei cuori su quegli occhiali appannati alle 8 del mattino.
Ma non lo faccio. Non sarebbe rispettoso. O almeno per ora mi trattengo da qualsiasi gesto che potrebbe sciupare il loro attimo magico.
Ripenso ogni tanto, guardandoli, ai baci apnea.Quelli poco limone ma molto rianimazione ecco. I primi che ci scambiamo in adolescenza hanno un sapore diverso. Fanno apparire tutto più bello e ti fanno credere che da lì in avanti succederanno cose grandiose e memorabili… che poi magari per ragazzini quindicenni le cose che accadono memorabili lo sono davvero, e quando ti capiterà di ripensarci ormai adulto, sorriderai a quel ricordo. Il empo cambia le cose e le persone, affievolisce i ricordi, ma non quelli più belli.
Guardo il cantiere appannato e sorrido.Lei intanto scende, e quando l’autobus riparte continuano ad agitare la mano per salutarsi fino a quando la vettura non scompare dietro l’angolo. E ad entrambi resta la voglia incontenibile di rivedersi, ingannando magari l’attesa intrecciando i loro nomi in un cuore su una pagina del quaderno di scuola.
E penso che certe cose non dovrebbero cambiare mai

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: